«Attendevamo con fiducia questo intervento. Sebbene non comprendiamo come mai ad essere esclusa è proprio la materia che di fatto ingolfa i tribunali ordinari», ha evidenziato Falcone.
Anche quando la Corte costituzionale si era espressa in merito all'illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa del dlgs 4 marzo 2010, n. 28 nella parte in cui era previsto il carattere obbligatorio della mediazione, la Lapet non ha mai smesso di continuare a credere in questa misura e nei principi che l'hanno generata: dare un'accelerata alla lentezza della giustizia ordinaria e ridurne i costi. Anzi, l'obbligatorietà, per gli iscritti Lapet, non è mai venuta meno in quanto prevista in tutte le clausole contrattuali, laddove, in caso di lite, è obbligatorio preventivamente ricorrere alla media-conciliazione.
«L'intervento del governo ora giunge a rendere merito a tutto il lavoro che nel corso di questi anni abbiamo fatto, fino alla costituzione del nostro organismo di mediazione AdrMedilapet, iscritto al n. 467 del registro degli Organismi di mediazione presso il ministero della giustizia», ha aggiunto il presidente.
AdrMedilapet rappresenta infatti un ulteriore servizio che la Lapet mette a disposizione dei suoi associati in primis ed è una forma di tutela a cui il cittadino-utente può rivolgersi per dirimere una controversia grazie all'ausilio di esperti e mediatori professionisti.
«Ora che il governo ha dimostrato di voler spingere verso il sistema alternativo di risoluzione delle controversie, principio che trova tra l'altro giustificazione anche da parte della Commissione Ue, è fuori dubbio che tale procedura rappresenti un'opportunità da non perdere», ha indicato Falcone. «Suggeriamo peraltro il reintegro anche di quelle materie che sono state escluse, affinché la mediazione possa finalmente ottenere il ruolo che merita nel panorama della giustizia italiana».
