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Salvi i bonus Irap per cultura e paesaggio

del 22/06/2013
di: di Roxy Tomasicchio
Salvi i bonus Irap per cultura e paesaggio
Strada spianata alle regioni in materia di agevolazioni Irap per favorire e sostenere cultura e paesaggio locali. A sancirlo è stata, ieri, la Corte costituzionale (sentenza n. 153), dichiarando infondata la questione di legittimità costituzionale della legge della regione Toscana n. 45 del 31 luglio 2012 (Agevolazioni fiscali per favorire, sostenere e valorizzare la cultura e il paesaggio in Toscana) promossa in riferimento all'articolo 117, comma 2, lettera e) della Costituzione.

La vicenda prende le mosse da un ricorso presentato dal presidente del consiglio dei ministri nei confronti della regione Toscana che, a parere del ricorrente, avrebbe stabilito, nella legge 45/2012, agevolazioni fiscali consistenti in crediti di imposta sull'Irap pari al 20% delle erogazioni liberali destinate in favore dei soggetti beneficiari dei finanziamenti. Disposizioni che, per il presidente del consiglio dei ministri, esulano dalla competenza legislativa regionale in quanto attinenti a un tributo istituito e disciplinato con legge statale, sebbene il gettito sia attribuito alle regioni. A parere dei giudici della Consulta, invece, non si può sostenere che il credito d'imposta non trova specifica previsione nell'art. 5, comma 1, del dlgs 68/2011. Norma che, anzi, riconosce alle regioni la potestà di ridurre le aliquote Irap fino ad azzerarle.

Chiedendo che la questione di legittimità costituzionale fosse dichiarata infondata, da parte sua, la stessa regione Toscana aveva ribattuto che, da un lato, è certa la competenza concorrente in materia di valorizzazione dei beni culturali e ambientali (materia contemplata dall'art. 117, terzo comma, Cost.), dall'altro lato, le misure previste dalla legge regionale sottoposta a giudizio di legittimità sono incentivanti e strumentali proprio alle citate attività di promozione del territorio toscano. Le agevolazioni fiscali sull'Irap non possono quindi essere precluse alla regione. Principio ribadito, appunto, dalla stessa normativa statale, attuativa dell'art. 119 Cost. in materia di federalismo fiscale (combinato disposto della legge delega 42/2009 e del decreto legislativo 68/2011) che stabilisce che per i tributi propri derivati, istituiti e regolati da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle regioni (come nel caso in questione, con l'Irap), queste ultime possono, con propria legge, modificare le aliquote e disporre esenzioni, detrazioni, deduzioni, nei limiti e secondo i criteri fissati dalle leggi statali e nel rispetto della normativa comunitaria. Inoltre, dal punto di vista temporale, a decorrere dal 2013 ciascuna regione a statuto ordinario può, con propria legge, ridurre le aliquote Irap fino ad azzerarle e disporre deduzioni dalla base imponibile. La regione Toscana, secondo quanto sostenuto in sua difesa, e come accolto dalla Consulta, con la legge n. 45, prevedendo un credito di imposta sull'Irap pari al 20% è intervenuta, indirettamente, sull'aliquota del tributo in linea con quanto previsto dalla disciplina statale. Per di più la legge toscana, prevedendo che l'agevolazione fiscale operi a decorrere dal 2013, costituisce un intervento consentito dalle norme statali in materia di federalismo fiscale.

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