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Forte dei Marmi choosy ma l'Authority dice no

del 22/06/2013
di: Marilisa Bombi
Forte dei Marmi choosy ma l'Authority dice no
Il comune di Forte dei Marmi vuole tenere alto il livello della qualità della sua struttura commerciale, nel centro storico, per soddisfare una clientela d'élite, ma l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato non è d'accordo. Ciò in quanto l'introduzione di vincoli alla libera iniziativa economica deve essere limitata a quanto strettamente necessario per il perseguimento di specifiche esigenze di interesse pubblico e rispettare anche il principio di proporzionalità.

È sulla base di questi principi che il garante (Bollettino n. 23 del 17 giugno 2013) ha formalmente invitato il comune della Versilia di rivedere la posizione assunta e di rimuovere, quindi, le restrizioni introdotte dal consiglio comunale rispettivamente con le delibere 20/1999 e 76/2011. In particolare, con il provvedimento di due anni fa, l'organo collegiale, all'unanimità, aveva deciso di non consentire l'apertura di bar e ristoranti non riconducibili alla tipicità nazionale e in tal modo mettendo al bando ristoranti cinesi, giapponesi ed etnici in genere. Ma allo stesso tempo, aveva deciso anche di non consentire l'apertura di negozi, a meno che gli stessi non trattassero prodotti riconducibili per produzione, manifattura e/o presentazione alla tradizione nazionale e rispettassero un livello medio-alto di qualità. Il consiglio, in pratica, integrava i limiti posti alla fine degli anni 90, che impedivano l'apertura di agenzie immobiliari e di assicurazioni, banche, internet point o lavanderie a gettone.

Nell'invitare il comune a riconsiderare le limitazioni, il garante ha rilevato che la regolamentazione di Forte dei Marmi si pone in contrasto con la recente normativa posta a tutela della concorrenza e con i principi di liberalizzazione contenuti nel dl 201/2011, convertito con legge 214/2011 e nel dl n. 1/2012, convertito con legge 27/2012.

Anche perché, ha sottolineato l'Antitrust, «gli interessi di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e artistico del centro storico cittadino di Forte dei Marmi, che pur rappresenta un bene pubblico meritevole di tutela, possono essere conseguiti anche mediante il rispetto di particolari criteri di presentazione della merce al pubblico».

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