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Infrastrutture, defiscalizzazione ridotta

del 22/06/2013
di: Andrea Mascolini
Infrastrutture, defiscalizzazione ridotta
Si abbassa a 200 milioni, dagli attuali 500, il tetto per la defiscalizzazione delle infrastrutture che le imprese realizzano con il concorso dei capitali pubblici. Una decisione contenuta nel decreto Fare nonostante il governo non sia in grado di quantificare l'impatto fiscale relativo alle minore entrate per le opere pubbliche realizzate in project finance. Sulla modifica, la relazione tecnica non è positiva: «In mancanza di elementi che consentano di verificare gli effetti sul quadro macro-economico e gli effetti prospettici sulle entrate, non risulta possibile verificare positivamente la disposizione», si legge nella relazione. Traduzione: si teme che possano derivare minori entrate dall'approvazione dalla riduzione del tetto a 200 milioni di euro che garantirebbe a chi stipula un contratto di partenariato pubblico-privato (Ppp) e alle società di progetto, un credito di imposta a valere sull'Ires e sull'Irap finalizzato a riequilibrare il piano economico-finanziario. L'attuale tetto è a 500 milioni in virtù dell'articolo 33 della legge 221/12 di conversione del decreto 179/2012. La nuova normativa prevede anche che la defiscalizzazione sia applicabile senza termini di scadenza mentre oggi riguarda opere la cui progettazione definitiva venga approvata entro il 31 dicembre 2015.

Riguardo le concessionarie autostradali il governo ha abbandonato l'ipotesi di concentrare più gestori autostradali in un unico concessionario. Dal decreto Fare è stata stralciata la norma dell'ex articolo 26 che conteneva la disciplina delle concessioni autostradali che avrebbe consentito di unificare più soggetti gestori di tratte interconnesse, complementari o contigue, in un unico concessionario. La costituzione del concessionario unico avrebbe comportato una serie di obblighi quali la redazione di un piano economico finanziario unitario e la stipula di un'apposita convenzione unitaria per una durata non superiore alla scadenza degli originari rapporti concessori. Infine, sono state riviste le somme per la A24 e A25: da 108,07 milioni scendono a 90.7 milioni.

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