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Un paese inefficiente malato di burocrazia

del 20/06/2013
di: di Daniele Cirioli
Un paese inefficiente malato di burocrazia
Il cassetto previdenziale dell'Inps? Poco funzionale e inefficiente. In una sola parola, un fallimento. Non hanno dubbi i consulenti del lavoro sulla scarsa funzionalità di quella che doveva rappresentare la soluzione ai difficili rapporti tra Inps e aziende, presentata come panacea tra stato e cittadini nelle relazioni previdenziali e assistenziali. Invece, lentezza nelle risposte, mancanza di corrispondenza all'email inviate e spiegazioni inadeguate o incomplete ne fanno uno strumento inefficiente, forse del tutto inutile. Le cose cambiano poco spostando l'obiettivo su altri versanti. Sul Fisco per esempio, dove i consulenti lamentano soprattutto scarsità di collaborazione, assenza di personale preparato e difficoltà nei contatti. Stessa musica sulla riscossione, e in particolare nei rapporti con Equitalia, per i quali la principale anomalia segnalata dai 20 mila professionisti sparsi in Italia riguarda la difficoltà nelle dilazioni e rateazioni. Un comun denominatore è l'assenza di uno sportello dedicato alla loro professione. In occasione del Festival del lavoro, da oggi fino a sabato a Fiuggi, ItaliaOggi ha analizzato le segnalazioni fatte dai consulenti del lavoro allo «Sportello reclami», istituito dal consiglio nazionale dell'ordine proprio per dare testimonianza della burocrazia che rallenta la competitività del paese. I dati analizzati (e sintetizzati in tabella) sono stati raccolti dai consulenti del lavoro e organizzati su tre versanti: previdenza (rapporti con l'Inps), riscossione (rapporti con Equitalia) e fisco (rapporti con l'Agenzia delle entrate). Lunghe attese per un appuntamento, assenza di personale preparato e scarsa collaborazione sono le principali segnalazioni sul fisco. Difficoltà nel richiedere le rateazioni, con la necessità di doversi recare presso gli sportelli di Equitalia e l'impossibilità di procedere direttamente online sono invece le principali segnalazioni sul versante della riscossione. Cassetto previdenziale poco funzionale, difficoltà di contatti e lunghi tempi di attesa agli sportelli sono, infine, le segnalazioni più numerose nei rapporti con l'Inps.

Complessivamente dunque, la denuncia principale appare colpire la scarsità di collaborazione con la pubblica amministrazione, scarsità da addebitarsi all'assenza di personale preparato. Quando manca la collaborazione tra stato e cittadini, ovvio, la naturale conseguenza non può che essere uno scontro del primo verso i secondi. Quello dell'assenza di personale preparato è un'atavica deficienza della pubblica amministrazione (non se la prendano i milioni di impiegati statali). Si prenda come esempio il consulente del lavoro: occorre una laurea, poi un percorso di praticantato, infine il superamento di un esame di stato con la conseguente iscrizione all'Albo per poter prestare attività di consulenza a imprese e lavoratori. Lo stesso a un dottore commercialista o un avvocato. Tre professionisti che, in tema di fisco e contributi, analizzano ed escogitano mille soluzioni per facilitare il rapporto tra stato e cittadini nel più pernicioso degli obblighi: quello tributario, di partecipazione alla spesa pubblica per mezzo di imposizioni di tasse e contribuzioni. Lo stesso percorso di studio ed esami invece non è necessario per accedere al ruolo di dipendente pubblico all'Inps o all'Agenzia delle entrate, ma neppure a Equitalia. Dietro un computer, tuttavia, gli impiegati statali hanno il potere di fare accertamenti e di contestare il risultato dell'attività professionale svolta dai professionisti e riassunta in una dichiarazione dei redditi, una denuncia contributiva o un rapporto di lavoro.

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