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Redditometro da agganciare allo Statuto

del 20/06/2013
di: Andrea Bongi
Redditometro da agganciare allo Statuto
Il nuovo redditometro è efficace solo se viene adeguato ai principi dettati dallo Statuto del contribuente. Così come è stato costruito rappresenta, invece, una sorta di «pesca a strascico» che colpisce tutti i contribuenti per il solo fatto di aver acquistato un'autovettura o un immobile, generando un clima di diffidenza e incertezza normativa che finisce per agevolare i contribuenti meno onesti che, proprio nella non chiarezza della legislazione fiscale, trovano il loro alimento. È l'ennesimo giudizio critico sul nuovo strumento di accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche, contenuto nella relazione per il primo semestre 2013 del garante dei contribuenti del Veneto, che offre spunti per avviare una serie di riflessioni per rivalutare in chiave antievasione il nuovo redditometro. La relazione semestrale che il garante ha inviato al ministro dell'economia e delle finanze spiega, punto per punto, quali siano le revisioni da fare. In primo luogo occorrerebbe distinguere le spese ordinarie da quelle straordinarie. Dietro queste ultime vi possono essere i risparmi di un'intera vita lavorativa, che potrebbe essere difficile contestualizzare ai fini dell'onere probatorio all'interno del solo anno di acquisto.Proprio in tema di onere probatorio il garante del Veneto, Sandro Merz, propone la seconda revisione da apportare al nuovo redditometro: agganciare l'onere della prova al profilo soggettivo del contribuente e all'intervallo temporale che l'onere stesso investe. In questo senso il soggetto passivo dovrebbe essere messo in condizione di provare la sua correttezza entro un ragionevole arco di tempo dall'acquisto rilevante effettuato e non a distanza di tre o quattro anni come avviene oggi. Appare evidente infatti come al dilatarsi di tale intervallo temporale corrisponda un aggravamento dell'onere di fornire una prova credibile e circostanziata.Tornando all'aggancio dell'onere probatorio al profilo soggettivo del contribuente gli spunti contenuti nella relazione semestrale del garante del Veneto sono più di uno. Si potrebbe, per esempio, pensare di segnalare nell'atto di acquisto la provenienza della somma utilizzata per l'acquisto dell'immobile o dell'autovettura. Così facendo, accanto all'indicazione già oggi obbligatoria in tema di compravendite immobiliari del mezzo tracciato di pagamento, verrebbero precisati anche gli estremi delle operazioni finanziarie dalle quali si originano le disponibilità necessarie per l'acquisto. Un tale modus operandi, peraltro utilizzabile dal contribuente anche in assenza di uno specifico obbligo normativo, potrebbe evitare, grazie all'incrocio con l'anagrafe tributaria dei conti correnti, una mole notevole di inviti a comparire che si risolvono in un nulla di fatto per l'amministrazione finanziaria.In buona sostanza, quello che tende a sottolineare il garante è molto semplice: il nuovo redditometro, così come ogni altro strumento di lotta all'evasione, va tarato in modo e maniera tale che esso punti la sua attenzione soprattutto verso i contribuenti disonesti e solo marginalmente su quelli onesti. Questi ultimi sono disponibili anche ad accettare qualche obbligo in più (come conservare le fatture e i documenti di acquisto), ma non possono essere spaventati dal fisco e non investire o non consumare per timore di un accertamento fiscale. Non applicare le norme che già il nostro ordinamento contiene, come quelle dello Statuto, per il garante, si traduce in una mancanza di fiducia del cittadino verso il sistema fiscale e l'intero ordinamento.

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