Consulenza o Preventivo Gratuito

Cassa notariato, la crisi pesa sui conti dell'ente

del 19/06/2013
di: Antonio G. Paladino
Cassa notariato, la crisi pesa sui conti dell'ente
I conti 2011 della Cassa nazionale del notariato hanno fatto registrare un andamento altalenante. La profonda crisi economica e l'incertezza dei mercati finanziari hanno infatti condizionato sia i ricavi contributivi che la gestione patrimoniale. In particolare, le entrate contributive sono diminuite del 3.62%, mentre le prestazioni erogate sono aumentate di 3 milioni di euro. Il segno positivo, invece, lo si registra alla voce ricavi, che mostrano un incremento del 15%. È quanto ha messo nero su bianco la Sezione centrale di controllo sugli enti della Corte dei conti, nel testo della deliberazione n.49 diffusa ieri, con cui è stato reso noto il risultato del referto sulla gestione 2011 dell'ente di previdenza e assistenza dei notai. Al termine dell'analisi, il collegio della Corte ha rilevato che ai ricavi conseguiti (314,7 mln, con un +15% rispetto al 2010), fanno da contraltare i costi, pari a 308 mln di euro, incrementati di oltre il 21% rispetto al dato del 2010. Anche le entrate contributive hanno fatto registrare una flessione del 3,62%, mentre le prestazioni erogate, anche qui, ammontano a 194 mln (+2,4 mln rispetto al 2010). Diminuisce, anche se lievemente, il rapporto tra iscritti e pensionati nonché l'indice di copertura delle prestazioni, ovvero il saldo tra le prestazioni erogate e le entrate contributive. Le cause possono essere fatte risalire, ammette la Corte, alla «forte recessione dei repertori notarili», oltre che al già menzionato rallentamento dell'economia. Bene pertanto ha fatto il vertice della Cassa che, dall'1.1.2012, ha incrementato dal 30 al 33%, la misura dell'aliquota contributiva, ulteriormente aumentata al 40% con effetto 1.7.2012 (anche se dal 1° aprile scorso la stessa è scesa di nuovo al 33%).

Sul versante della redditività patrimoniale, che nel 2010 aveva confermato valori positivi, la Corte ha rilevato che il dato ha chiuso il 2011 con un segno negativo (pari a -1,81%). Questo impone scelte di investimento «prudenti e oculate» a causa della persistente aleatorietà dei mercati finanziari. In crescita, inoltre, i costi della gestione mobiliare e gli oneri di gestione, i quali superano il milione di euro con un +66,39% rispetto al 2010. Infine, con l'aumento delle aliquote contributive, il bilancio tecnico di medio e lungo periodo non mostra situazioni di tendenziale squilibrio, soprattutto in riferimento al rapporto tra prestazioni e contributi.

vota