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Torna l'idea del consorzio con Equitalia

del 15/06/2013
di: Francesco Cerisano
Torna l'idea del consorzio con Equitalia
Nel futuro della riscossione locale dopo l'uscita di scena di Equitalia che, salvo ulteriori proroghe (e sarebbe la quinta) si consumerà il 31 dicembre 2013, ci sarà ancora Equitalia. A una settimana di distanza dall'entrata in vigore della proroga, inserita in extremis nel decreto sui debiti della p.a. (dl 35/2013 convertito nella legge n. 64), il pacchetto semplificazioni, oggi all'esame del Consiglio dei ministri, torna sull'argomento lasciando intravedere cosa ha in mente il legislatore per il dopo Equitalia. E cioè ancora un coinvolgimento dell'agente unico di riscossione che, attraverso le proprie partecipate locali, dovrà svolgere attività di supporto a un non meglio specificato «consorzio». In realtà l'idea non è nuova ed era già saltata fuori a fine 2012 (salvo poi un improvviso dietrofront) in alcuni emendamenti dei relatori al decreto sui costi della politica locale (dl 174/2012). Il progetto avrebbe messo i comuni davanti a un bivio a partire dal 1° luglio 2013. Senza la possibilità di una terza via tra la gestione diretta delle entrate e l'affidamento a un consorzio, appunto, partecipato dall'Anci che si sarebbe avvalso di Equitalia per la riscossione coattiva. Poi, però non se ne fece più nulla perché gli stessi firmatari dell'emendamento (i senatori Pegorer e Sarro, si veda ItaliaOggi del 29/11/2012) si resero conto che la tassatività della riforma (senza prevedere una terza ipotesi di gestione) avrebbe realizzato un pasticcio tagliando fuori 84 concessionari privati attualmente operanti nel business della riscossione locale.

Ora però la prospettiva di costituire un consorzio, «per favorire il compiuto, ordinato ed efficace riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate dei comuni», torna alla ribalta (seppure senza alcun riferimento al ruolo dell'Anci) ma l'avverbio «anche» la indica come una alternativa possibile, e non l'unica, alla gestione diretta.

Fabbisogni standard. Nel pacchetto semplificazioni ha trovato posto anche una norma che fa decorrere i 60 giorni di tempo per la compilazione dei questionari sui fabbisogni standard di comuni e province dalla pubblicazione in G.U. del provvedimento con cui il Mef dà notizia del caricamento degli stessi sul sito della Sose.

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