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Ora la burocrazia paga il conto

del 15/06/2013
di: di Francesco Cerisano
Ora la burocrazia paga il conto
La burocrazia salderà il conto per la lentezza delle pratiche. Scaduto il termine per l'adozione del provvedimento (normalmente 30 giorni salvo espresse eccezioni) più l'extra time (15 giorni) a disposizione del funzionario che esercita il potere sostitutivo, i cittadini potranno ricevere un indennizzo pari a 50 euro per ogni giorno di ritardo fino a un massimo di 4.000 euro. E se la p.a. continuerà a fare orecchie da mercante gli interessati potranno ricorrere al Tar che deciderà non solo sul merito del procedimento, ma anche sull'indennizzo. Il pacchetto semplificazioni che andrà oggi all'esame del Consiglio dei ministri interviene a completare il ventaglio di tutele contro le lentezze burocratiche introdotte nel testo della legge 241/90 sul procedimento amministrativo. Nel 2009, la legge di semplificazione (n. 69) aveva previsto il diritto al risarcimento del danno «per inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento». Al risarcimento, il pacchetto semplificazione aggiunge anche l'indennizzo che scatterà per il mero ritardo nella definizione della pratica.

La bozza di provvedimento messa a punto dai tecnici del governo inchioda gli enti pubblici alle proprie responsabilità in caso di ritardo: pagare l'indennizzo entro cinque giorni oppure iniziare un contenzioso davanti al Tar a conclusione del quale la p.a. potrà essere condannata a risarcire il dovuto senza ulteriori dilazioni.

Inoltre, in caso di accoglimento della domanda, gli atti dovranno essere trasmessi alla procura della Corte dei conti perché avvii il procedimento di responsabilità nei confronti dei pubblici dipendenti.

Nelle comunicazioni di avvio del procedimento, il diritto all'indennizzo dovrà essere espressamente menzionato e portato a conoscenza degli utenti assieme a modalità e termini per conseguirlo. Dovrà inoltre essere espressamente indicato il soggetto a cui è attribuito il potere sostitutivo.

Slitta il Fascicolo sanitario elettronico. Il Fascicolo sanitario elettronico, che consentirà a tutti i pazienti di conservare e visualizzare in ogni momento accertamenti diagnostici ed esami, slitta al 2014. Le regioni avranno tempo fino alla fine dell'anno prossimo per istituirlo, ma entro il 31 dicembre 2013, dovranno già presentare un piano all'Agenzia per l'Italia digitale. Sarà questa a curare la progettazione e la realizzazione del Fascicolo sulla base delle esigenze dei governatori.

L'Agenzia collaborerà con il ministero della salute. Insieme, per le parti di rispettiva competenza, dovranno valutare e approvare, entro 60 giorni, i piani di progetto presentati dalle regioni e monitorare la realizzazione del Fascicolo. L'operazione Fascicolo elettronico avrà a disposizione un finanziamento di 10 milioni di euro per il 2014 e 5 a decorrere dal 2015.

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