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Borse di studio per i fuori sede meritevoli

del 15/06/2013
di: Alessandra Ricciardi
Borse di studio per i fuori sede meritevoli
Chi è bravo va aiutato a studiare nelle università migliori, anche se lontane da casa. Mentre le scuole dal prossimo anno saranno costrette a essere particolarmente parsimoniose per gli appalti di pulizia. Nel pacchetto di semplificazioni che sarà esaminato oggi dal governo spunta la borsa di studio per diplomati eccellenti che decidono di proseguire gli studi nell'università di un'altra regione rispetto a quella di residenza. Si chiama borsa per la mobilità e partirà già dal 2013 con un finanziamento di 5 milioni di euro l'anno, che dal 2016 diventeranno 2 all'anno. La borsa di studio premierà i migliori diplomati, con un voto di maturità non inferiore ai 95/100, che hanno famiglie con redditi bassi e che proseguono gli studi presso atenei statali e non statali italiani, ma di altra regione rispetto a quella di appartenenza. Sono escluse le università telematiche. Ogni regione stilerà la graduatoria dei richiedenti, a parità di punteggio il ministero dell'istruzione guidato da Maria Chiara Carrozza ha deciso che prevarrà la situazione economica più svantaggiata, al secondo posto la maggiore distanza rispetto a casa e all'ultimo il maggior punteggio agli esami di stato. Per gli anni accademici successivi al primo, gli studenti con borsa potranno chiedere la proroga del beneficio, a patto che siano sempre fuori sede e che abbiano acquisito almeno il 90% dei crediti formativi previsti dal piano di studi, che la media sia non inferiore a 28/30, e comunque i singoli voti mai sotto il 26. La borsa sarà cumulabile con ogni altro incentivo o beneficio.

Il provvedimento stringe invece i cordoni della borsa per le scuole che si affidano a ditte esterne per le pulizie: dovranno spendere non più di quanto sarebbe costato il servizio avendo bidelli in sede. L'articolato si occupa poi di ricerca, prevedendo che una quota fino al 50% dei finanziamenti agevolati concessi sul First possano essere utilizzati per finanziare progetti indicati dal Miur. È prevista infine una rimodulazione delle assunzioni negli atenei e negli enti di ricerca e la possibilità di assumere più semplicemente con chiamata diretta studiosi italiani e stranieri che lavorano tutti all'estero: rispetto a quanto prevede la legge n. 230/2005, per assumere il «cervello all'estero» non sarà necessario il parere della commissione se il candidato professore ha vinto un programma di ricerca di alta qualificazione negli ultimi tre anni.

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