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L'Ue: andare avanti con le liberalizzazioni

del 13/06/2013
di: La Redazione
L'Ue: andare avanti con le liberalizzazioni
La decisione adottata dal Consiglio europeo di chiudere la procedura di deficit eccessivo avviata nel 2009 contro l'Italia ha evidenziato anche un'altra faccia della medaglia. Da Bruxelles sono arrivate anche una serie di raccomandazioni per attuare altre importanti riforme strutturali al fine di assicurare un virtuoso percorso di sviluppo per il Belpaese. Tra queste «raccomandazioni» figurano anche quelle legate alla riforma delle professioni e in proposito nel documento varato da Bruxelles di legge: «Occorre spingere oltre la riforma delle professioni regolamentate per superare le restrizioni sussistenti», ed è necessario «difendere i principi della riforma da eventuali battute d'arresto». Un problema, quello della riforma delle professioni che rischia di penalizzare soprattutto i giovani. Ma sull'intera situazione abbiamo intervistato il vice ministro dell'economia Antonio Catricalà il quale intervenendo ad Ascoli all'incontro organizzato da Italia Camp ci ha detto: «Dobbiamo applicare le riforme che abbiamo già varato. Il problema dell'attuazione delle riforme è molto importante. Nel governo Monti sono state importanti innovazioni proprio per i giovani per l'accesso alle professioni. Per esempio sono stati accorciati i periodi di tirocinio sono stati allargati i numeri in alcuni settori protetti come nel notariato e come nelle farmacie. È ovvio che c'è ancora molto da fare però la porta è ormai aperta io credo che bisognerà solamente fare ciò che abbiamo promesso con le leggi che abbiamo già approvato». Un grosso passo in avanti è stato fatto con l'approvazione della legge 4/2013: «Si sono state riconosciute sostanzialmente come professioni e come mestieri degni di questo nome delle attività che avevano tutti i requisiti per essere considerate attività professionali. Quello che conta non è la regolamentazione, ma la qualità della prestazione che riusciamo ad assicurare ai consumatori».

Ed è proprio sulla «qualità della prestazione» che ha sempre puntato l'Ancot, afferma il presidente Arvedo Marinelli.

Il primo regolamento della Formazione tributaria permanente è stato approvato dall'Assemblea nazionale fin dal lontano 2003 e depositato presso il ministero di giustizia.

Il programma formativo per l'anno 2013 ha superato le 150 giornate organizzate in collaborazione con la Fondazione e con la Scuola superiore dell'economia e delle finanze che rilascia direttamente gli attestati di partecipazione.

Ormai in tutte le regioni abbiamo un nostro calendario con diversi eventi nazionali gratuiti e aperti a tutti i professionisti del settore.

Calendario che consente la più ampia partecipazione al fine della maturazione dei crediti formativi indispensabili per l'ottenimento dell'attestato di competenza che l'Ancot rilasciava da tempo e che ora avrà le caratteristiche previste dalla legge 4/2013.

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