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Telefonia sul banco d'accusa

del 12/06/2013
di: di Antonio Ciccia
Telefonia sul banco d'accusa
Telefonia sul banco degli imputati. Nel 2012 sono stati 1.982 i reclami presentato al Garante della privacy, che ieri ha presentato la relazione annuale sull'attività svolta. Un'attività che ha fruttato sanzioni pecuniarie per circa 3 milioni e 800 mila euro, mentre crescono le contestazioni di violazioni amministrative (da 358 a 578). Le statistiche mettono in evidenza il ricorso diffuso al garante della privacy, chiamato a confrontarsi sul piano mondiale con i colossi dei social network e dei motori di ricerca. Il tutto mentre si aspetta il varo del regolamento europeo sulla privacy, che porterà molte novità, tra cui la codificazione del diritto all'oblio e l'obbligo di nominare un privacy officer.

STATISTICHE

Nel 2012 il garante ha risposto a 4.183 tra quesiti, reclami e segnalazioni. In primo piano i settori della telefonia, del credito, le centrali rischi, la videosorveglianza, i rapporti di lavoro e i trattamenti effettuati dai media.

Su questi settori, come anche su internet e sulla pubblicazione di documenti da parte della pubblica amministrazione, nel 2012 sono arrivati al Garante 35 mila quesiti. Più o meno gli stessi soggetti sono stati i protagonisti di 233 ricorsi. Anche qui i cittadini hanno chiesto al garante di decidere una vertenza soprattutto contro banche e società finanziarie, datori di lavoro pubblici e privati, gestori di attività di marketing, compagnie di assicurazione, operatori telefonici e telematici. Le statistiche evidenziano una gran parte di provvedimenti di «non doversi procedere» (un nulla di fatto), ma questo, attenzione, per l'adesione spontanea del titolare del trattamento, che si è adeguato per il solo fatto della presentazione del ricorso.

Sono stati 23 i pareri del garante che hanno riguardato, in particolare, l'informatizzazione delle banche dati della p.a., l'attività di polizia e sicurezza nazionale, la solidarietà sociale.

Le ispezioni sono state 395; hanno riguardato diversi settori: il telemarketing, l'uso dei sistemi di localizzazione (gps) nell'ambito del rapporto di lavoro, i nuovi strumenti di pagamento gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment), il credito al consumo e le «centrali rischi», le banche dati del fisco, l'attività di profilazione dei clienti da parte delle aziende.

L'attività ispettiva ha scaturito 578 contestazioni di violazioni amministrative, con un deciso aumento rispetto all'anno precedente (erano 358). Una gran parte ha riguardato il mancato rispetto delle norme in materia di telemarketing, la conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico, la mancata adozione di misure di sicurezza, l'omessa o mancata notificazione al Garante, l'inosservanza dei provvedimenti di quest'ultimo.

Significativo il livello di sanzioni riscosse: la cifra raggiunge circa 3 milioni 800 mila euro. In 56 casi il garante ha girato la notizia all'autorità giudiziaria per indagare su eventuali reati.

LA RETE

Nella relazione si illustrano gli interventi più recenti del garante, presieduto da Antonello Soro.

Nel 2012 molti provvedimenti hanno riguardato la Rete. Il Garante ha adottato Linee guida per il corretto trattamento dei dati per blog, forum, social network e siti web che si occupano di salute; ha aperto un procedimento nei confronti di Google per la gestione opaca relativa alle nuove regole privacy adottate; ha avviato e concluso una consultazione per regolare l'uso dei cookie da parte dei siti visitati dagli utenti; è intervenuto per garantire maggiore trasparenza agli utenti dei servizi di messaggistica, anche vocale. In linea con un indirizzo della cassazione è stato rafforzato il diritto delle persone a interessate a vedere aggiornati gli archivi giornalistici on line. Toccano la rete, ma stavolta utilizzata dalla pubbliche amministrazione, i provvedimenti di divieto nei confronti di decine di comuni che avevano pubblicato sul web dati sanitari dei cittadini.

TLC

In attuazione della normativa comunitaria, recepita in Italia, il garante ha fissato le regole sull'obbligo per le società di telecomunicazioni e gli internet provider di comunicare agli utenti e al garante le violazione subite dai data base in caso di attacchi informatici, eventi avversi o calamità (data breach). Tra l'altro il futuro regolamento europeo prevede un obbligo generalizzato di notifica delle violazioni e questo non senza forti critiche dal mondo delle imprese.

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