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L'Italia ha speso il 40% dei fondi europei programmati

del 11/06/2013
di: Espedito Ausilio
L'Italia ha speso il 40% dei fondi europei programmati
Al 31 maggio scorso la spesa certificata, presentata dall'Italia a Bruxelles nell'attuazione dei programmi finanziati dai fondi comunitari, ha raggiunto il 40% della dotazione totale. Superando di 1,3 punti l'obiettivo nazionale. Il risultato emerge dall'ultimo report in materia validato dalla Ragioneria generale dello stato e dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica; monitoraggio che misura lo stato di attuazione della politica di coesione nelle regioni italiane. Rispetto all'ultimo monitoraggio, validato dal Ragioniere dello stato e aggiornato al 31 dicembre scorso, emerge un miglioramento in linea con la serie storica della spesa certificata dall'Italia alla Commissione europea. Anche se, va detto che la performance di crescita non è di quelle significative. Infatti nell'aprile scorso il governo ha deciso ulteriori misure di accelerazione di spesa, i cui effetti, annuncia il Dipartimento per le politiche di coesione «si dovrebbero dispiegare già dalla scadenza del prossimo ottobre».

Restano, comunque, importanti differenze tra Nord e Sud (e anche all'interno delle due grandi aree). Le regioni più sviluppate raggiungono il 49,4% della spesa certificata, quelle meno si fermano al 35,7%, anche se, avverte l'esecutivo, «per queste ultime è necessario tener conto della presenza di significative opere infrastrutturali che richiedono tempi di attuazione più lunghi». In dettaglio, poi dei 52 programmi di spesa, l'ammontare delle spese certificate ha superato il target in 35 casi, è rimasto entro la soglia di tolleranza in 11 casi, non ha raggiunto il livello minimo in 6 casi. E, in proposito, ricorda il dipartimento per la coesione territoriale, «il mancato raggiungimento degli obiettivi potrà comportare riprogrammazioni che terranno conto della necessità sia di rafforzare i settori maggiormente in grado di sostenere l'ulteriore accelerazione richiesta, sia di massimizzare l'apporto in favore delle priorità della politica di coesione».

A sottolinearlo è lo stesso ministro alla coesione territoriale, Carlo Trigilia, secondo cui «occorre procedere il più rapidamente possibile con uno sforzo straordinario e con la collaborazione di tutte le amministrazioni a una riprogrammazione delle risorse non ancora spese, secondo le priorità che il governo si è dato, a partire dalle misure per affrontare il problema della disoccupazione giovanile».

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