Schema per le province. Dovranno essere indicati gli investimenti per l'edilizia scolastica, quelli per la rete viaria e gli interventi di manutenzione del territorio e ambiente. Si dovrà altresì indicare se durante il mandato, l'ente ha dichiarato o meno il dissesto finanziario o il predissesto previsto dal nuovo articolo 243 bis del Tuel. Particolare attenzione al Patto di stabilità interno. In caso di mancato rispetto dei vincoli, le sanzioni cui l'ente è stato soggetto nonché gli eventuali rilievi oggetto da parte della Corte dei conti o quelli sollevati dall'organo di revisione contabile. Infine, spazio alle azioni intraprese per contenere la spesa.
Schema per i comuni. Lo schema previsto per le amministrazioni comunali non differisce molto da quello previsto per le amministrazioni provinciali per quanto riguarda le informazioni sull'attività generale. Sotto i riflettori, in questo caso, passa la politica tributaria locale esercitata durante il mandato. Lo schema, infatti, si propone di acquisire informazioni sulle aliquote Ici o Imu deliberate nel corso del mandato, differenziandole per abitazione principale, altri immobili e fabbricati rurali. Spazio anche all'indicazione delle aliquote delle addizionali Irpef ed eventuali differenziazioni e fasce d'esenzione, così come alla descrizione del tasso di copertura del prelievo sui rifiuti e il suo costo pro capite. Come per le province, la relazione dovrà indicare i principali obiettivi inseriti nel programma di mandato e il livello della loro realizzazione. Tra questi, il numero delle concessioni edilizie rilasciate, la percentuale della raccolta differenziata registrata all'inizio e al termine del governo della città, la quantificazione dei lavori pubblici. Sul versante del Patto, la musica non cambia. La relazione infatti si propone di sapere se l'ente ha sforato o meno i vincoli e a quali sanzioni è andato incontro.
