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Il recesso non salva il socio collettivo

del 08/06/2013
di: Cinzia De Stefanis
Il recesso non salva il socio collettivo
Il socio di una società collettivo receduto entro l'anno è soggetto al fallimento per estensione (insieme agli altri soci e alla società) in quanto socio illimitatamente responsabile. L'art. 147 legge fallimentare, al primo comma dispone: «La sentenza che dichiara il fallimento di una società appartenente a uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del titolo V del libro quinto del codice civile, produce anche il fallimento dei soci, pur se non persone fisiche, illimitatamente responsabili», al secondo comma: «Il fallimento dei soci di cui al comma primo non può essere dichiarato decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale o dalla cessazione della responsabilità illimitata, anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per rendere noti ai terzi i fatti indicati...», e il quarto comma prevede: «Se dopo la dichiarazione di fallimento della società risulta l'esistenza di altri soci illimitatamente responsabili, il tribunale, su istanza del curatore, di un creditore, di un socio fallito, dichiara il fallimento dei medesimi.» Questo è il costrutto giuridico della sentenza del 31 maggio 2013 n. 13838 della Corte di cassazione. Il fatto in sintesi: i giudici di cassazione hanno respinto il ricorso del socio, il quale affermava che l'articolo 147 legge fallimentare andava coordinato con l'articolo 2290 c.c. che dispone l'efficacia immediata del recesso, nei casi di società a tempo indeterminato, come nel caso di specie. Sulla base di tale coordinamento normativo, il ricorrente affermava che per i soci receduti entro l'anno dalla dichiarazione di fallimento, la relativa posizione doveva essere valutata «autonomamente». I giudici di legittimità sostengono al contrario che l'interpretazione suggerita dal ricorrente è destituita di fondamento. In quanto l'art. 147 legge fallimentare al 1° comma dispone che la sentenza che dichiara il fallimento di una società produce anche il fallimento dei soci illimitatamente responsabili e dunque anche di quelli receduti entro l'anno.

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