Consulenza o Preventivo Gratuito

Variazioni black list da inserire

del 08/06/2013
di: di Duilio Liburdi
Variazioni black list da inserire
Componenti negativi da operazioni black list al vaglio del modello Unico 2013: sempre necessarie le variazioni in aumento e in diminuzione da effettuare in dichiarazione per non incorrere nelle sanzioni che, solo in caso di integrazione, potranno essere computate in misura fissa. Inoltre, nell'ambito delle predette variazioni nessuna esclusione di sorta è prevista, né in relazione a operazioni diverse da quelle commerciali né a fronte di cessioni di beni in minusvalenza a favore di soggetti diversi da quelli situati in black list.

La deducibilità dei componenti negativi. Stando alle ultime indicazioni fornite dall'amministrazione finanziaria, in linea generale, al fine di poter dedurre nella determinazione del reddito di impresa alcune componenti negative, laddove l'operazione sia intercorsa tra il soggetto residente e quello collocato in stati o territori a fiscalità privilegiata, è necessario che sussista, ai sensi dell'articolo 110 del Tuir, una delle due esimenti espressamente previste dalla legge. Poiché nella maggior parte dei casi si tratta di imprese italiane che operano con fornitori, difficilmente potrà operare l'esimente legata alla dimostrazione, in capo al soggetto non residente, di svolgere una effettiva attività commerciale. È dunque molto più probabile e agevole che l'esimente riguardi l'effettività dell'operazione nonché la sua convenienza economica legata, in primo luogo, al costo puro. Fermo restando che, secondo l'Agenzia delle entrate, la nozione di vantaggio economico è da valutare complessivamente e non ancorata al solo costo della fornitura di beni o servizi. Questo perché l'Agenzia ragiona in termini di collocazione in stati a bassa fiscalità di componenti di natura finanziaria (per esempio una provvigione) riferibili comunque a un soggetto residente.

La tipologia dei componenti negativi. Con la circolare n. 35 del 2012, l'amministrazione finanziaria ha ricompreso (e da un punto di vista letterale della norma sostanzialmente a ragione), tutti i componenti negativi di qualunque tipo, siano essi riferibili a operazioni commerciali ovvero riferibili a componenti più marcatamente finanziari. L'Agenzia, nel documento di prassi fa riferimento alle perdite su crediti piuttosto che agli interessi passivi non limitandosi dunque la disciplina dei componenti negativi black list al costo della fornitura ovvero all'ammortamento del bene acquisito da un fornitore che opera in uno stato a fiscalità privilegiata. Ciò posto, immaginando che la componente da dedurre sia la quota di interessi passivi, laddove gli stessi siano corrisposti a un soggetto black list il livello di analisi sarà duplice: in primo luogo dovrà essere individuata l'esimente, cioè la convenienza ad acquisire il finanziamento da un soggetto in black list; una volta superato questo passaggio, gli interessi passivi dovranno essere sottoposti alle regole ordinarie del Tuir. Analogo ragionamento, per esempio, per le perdite su crediti anche tenendo conto delle ultime novità normative applicabili dal periodo di imposta 2012. Alcune ipotesi delineate dall'amministrazione finanziaria, peraltro, suscitano qualche perplessità. L'Agenzia ha, infatti, affermato come l'avvenuta acquisizione di un bene da parte di un'impresa residente con fornitore in black list non esonera l'impresa residente dalla segnalazione di un eventuale componente negativo derivante dalla cessione del bene a un soggetto in white list nel caso in cui dalla cessione risulti una minusvalenza. Quindi, secondo l'amministrazione finanziaria, una volta acquistato da un soggetto black list, il bene è soggetto per sempre alla disciplina prevista dall'articolo 110 del Tuir indipendentemente dalle vicende successive del bene stesso.

L'indicazione in Unico. La segnalazione dei componenti negativi deve essere effettuata, per lo stesso importo, come variazione in aumento e in diminuzione senza alcun effetto sul reddito. Ricordando come per le imprese in contabilità semplificata i componenti in questione siano compresi nei componenti negativi, va osservato che l'omessa indicazione in Unico dei componenti black list comporta la sanzionabilità in misura proporzionale e con sanzione del 10% con un minimo di 500 euro e un massimo di 50 mila euro. Decisivo, a tal fine, il momento di correzione o di rilevazione della violazione: se è il contribuente a correggere spontaneamente la dichiarazione prima del controllo, la sanzione sarà sempre di 258 euro; se la violazione viene rilevata in sede di controllo da parte degli organi competenti, la sanzione sarà sempre quella proporzionale del 10% (circ. 1/2013). In ogni caso, trattandosi di sanzioni, una volta irrogata, la stessa potrà essere definita con il pagamento del terzo seguendo le disposizioni di cui al dlgs n. 472 del 1997.

© Riproduzione riservata

vota