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Avvocati in sciopero

del 09/03/2010
di: di Gabriele Ventura
Avvocati in sciopero
L'avvocatura si prepara alla mobilitazione di massa per ottenere con urgenza l'approvazione della riforma forense. È stata confermata, infatti, la giornata di astensione dalle udienze e dall'attività giudiziaria prevista per domani e condivisa da tutte le componenti dell'ordinamento forense.

È quanto è emerso nell'assemblea che si è svolta sabato scorso presso il Consiglio nazionale forense, dove è stato approvato un documento di protesta, a seguito della deliberazione sottoscritta dall'Organismo unitario dell'avvocatura, dall'Unione delle camere penali, dall'Unione delle camere civili, dall'Associazione italiana per la famiglia e i minori, dall'Unione nazionale camere avvocati tributaristi, dall'Associazione italiana giovani avvocati e dall'Associazione dei giuslavoristi italiani, con l'adesione dell'Associazione nazionale forense. In sostanza, l'avvocatura, preso atto che «a seguito e in conseguenza di tali deliberazioni il disegno di legge n. 601 e congiunti è stato calendarizzato per la sola relazione in Aula al senato il 18 marzo 2010», e ritenuto «peraltro che il solo incardinamento dei lavori non assicura né la discussione né tantomeno l'approvazione in tempi rapidi del disegno di legge», esprime «forte consenso all'iniziativa come in premessa adottata e chiede l'accelerazione del percorso di approvazione della riforma forense».

«La giustizia si ferma un giorno affinché domani possa essere più celere ed efficiente», ha commentato il presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla. «Con la riforma avremo un'avvocatura più moderna, con un accesso più rigoroso, non è pensabile che ci siano oltre 230 mila avvocati in Italia, e una formazione specialistica più efficace. Una professione non più ostaggio delle semplificazioni delle false liberalizzazioni ma proiettata solo ed esclusivamente alla tutela dei diritti dei cittadini. Aspettiamo da molti anni, siamo ancorati ad un ordinamento vecchio che non ci consente di essere competitivi», ha concluso de Tilla, «abbiamo subito le false liberalizzazioni della legge Bersani, che, ora, in tempo di crisi, hanno mostrato tutti i loro limiti, soprattutto a spese dei giovani. È urgente il ripristino dei minimi di tariffa accelerando l'iter della riforma dell'ordinamento forense in discussione al senato. Gli avvocati chiedono che la riforma sia approvata senza tradire i principi che hanno ispirato il testo licenziato dalla commissione Giustizia del senato».

«L'assemblea tenutasi oggi presso il Cnf», ha detto invece il presidente delle Camere penali, Oreste Dominioni, «ha dimostrato con chiarezza la ferma volontà dell'avvocatura italiana di pervenire in tempi rapidi alla approvazione della riforma forense, così come ha chiaramente dimostrato la indisponibilità della stessa avvocatura a trattare su un minor rigore nella disciplina del tirocinio e dell'accesso rispetto al testo licenziato dalla commissione giustizia del senato».

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