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Basta la colpa per sanzionare i rimborsi indebiti

del 01/06/2013
di: Debora Alberici
Basta la colpa per sanzionare i rimborsi indebiti
Il contribuente deve pagare pesanti sanzioni per un'indebita richiesta di rimborso dell'Iva, anche se manca l'intento fraudolento. All'amministrazione è infatti sufficiente accertare la colpa nella presentazione della dichiarazione.

Questo è quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 13888 del 31 maggio 2013.

Accogliendo in pieno il ricorso dell'Agenzia delle entrate, la sezione tributaria ha chiarito che, in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, ai fini dell'affermazione della responsabilità del contribuente per aver chiesto un rimborso Iva in misura eccedente il dovuto, non è richiesto l'accertamento di un intento fraudolento. Il tutto perché, l'art. 5, comma 5, del dlgs 471/1997 configura l'illecito tributario senza richiedere il dolo specifico. Inoltre, l'art. 5, comma 1 del dlgs 472/1997, applicando alla materia fiscale il principio di cui all'art. 3 della legge 689/1981, ritiene sufficiente, ai fini della punibilità, l'elemento psicologico della colpa, peraltro presunta, a carico di colui che abbia consapevolmente e volontariamente posto in essere l'atto vietato. La vicenda, riguarda un contribuente che, nella presentazione del modello Unico, aveva chiesto un rimborso dell'Iva non spettante, in quanto relativo ad acquisti di beni ammortizzabili mai effettuati. L'ufficio aveva quindi sanzionato il contribuente, che aveva però impugnato l'atto. Dando ragione al contribuente, la Ctp pugliese, aveva poi annullato tale sanzione e, della stessa opinione è stata poi, anche la Ctr. Ora però, la Cassazione ha ribaltato il verdetto.

I Supremi giudici hanno infatti accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria, applicando l'articolo 5 del dlgs 471/1997, secondo cui «chi, in difformità della dichiarazione, chiede un rimborso non dovuto o in misura eccedente il dovuto, è punito con sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della somma non spettante». Quindi, ad avviso della Cassazione, contrariamente a quanto sostenuto dalla Ctr la violazione di questa disposizione non può considerarsi solo formale perché la presentazione di una richiesta di rimborso non dovuto è idonea, in astratto, a determinare un debito di imposta.

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