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Grandi imprese in crisi, commissari senza macchia

del 01/06/2013
di: La Redazione
Grandi imprese in crisi, commissari senza macchia
Avvocati, commercialisti, professori universitari o manager da almeno cinque anni. Questo l'identikit di base di chi vuole aspirare a fare il commissario giudiziale nelle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Mentre per i candidati alla carica di commissario straordinario conterà aver svolto funzioni di curatore, commissario giudiziale, commissario liquidatore o commissario straordinario di procedure concorsuali nella gestione di imprese di dimensioni comparabili con quelle dell'impresa insolvente.

Questo quanto previsto dal decreto del ministero dello sviluppo economico 10 aprile 2013, n. 60, «Regolamento recante determinazione dei requisiti di professionalità ed onorabilità dei commissari giudiziali e straordinari delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, ai sensi dell'articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 di ieri e già in vigore. Il decreto specifica che non può essere nominato commissario giudiziale o commissario straordinario: l'interdetto e l'inabilitato; chi è stato dichiarato fallito e chi è stato dichiarato insolvente ai sensi delle disposizioni che regolano la procedura di amministrazione straordinaria; chi è sottoposto a procedure di concordato preventivo o di amministrazione controllata, fin quando la procedura è in corso; chi è stato sottoposto a misure di prevenzione disposte dall'autorità giudiziaria ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, salvi gli effetti della riabilitazione; chi è stato condannato con sentenza irrevocabile per diversi reati come, ad esempio, delitti contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio ovvero per un delitto in materia tributaria e valutaria. Stoppato anche chi ha esercitato funzioni di amministrazione, direzione o controllo nell'impresa insolvente, il suo coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado, il creditore e il debitore dell'impresa insolvente e chi, nei due anni anteriori alla dichiarazione dello stato di insolvenza, ha prestato a qualunque titolo la sua attività professionale a favore dell'impresa insolvente: non potranno essere nominati commissario giudiziale o straordinario.

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