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Assistenza dopo il divorzio, conta il bisogno

del 01/06/2013
di: di Debora Alberici
Assistenza dopo il divorzio, conta il bisogno
Reclusione per il coniuge che non dà assistenza all'ex solo nei casi più gravi. Infatti è escluso il carcere congiunto alla multa per chi omette di versare l'assegno di divorzio se il beneficiario non versa in stato di bisogno.

Sono queste le conclusioni raggiunte dalle sezioni unite penali della Corte di cassazione con la sentenza 23866/2013 che ha così risolto il contrasto sottoposto al suo vaglio. Il collegio esteso, optando per la soluzione più favorevole al reo, ha chiarito che, in relazione alla pena da applicare in caso di mancato pagamento dell'assegno, il generico rinvio all'articolo 570 del c.p. deve intendersi riferito al solo primo comma e che la diversità delle sanzioni previste dal legislatore nel secondo comma è giustificata dalla diversità ontologica della situazione.

Infatti, il primo comma dell'articolo 570 del c.p. si applica all'ex coniuge tenuto al mantenimento che non versa l'assegno di divorzio, sottraendosi agli «obblighi di assistenza» del coniuge e prescinde dallo stato di bisogno. Ben diversa è invece la situazione disciplinata dal secondo comma dello stesso articolo 570 del c.p. dove la legge punisce la condotta di chi fa mancare i mezzi di sussistenza ai figli o al coniuge. In questa circostanza, infatti, la condotta sanzionata presuppone uno stato di bisogno del beneficiario.

In sostanza, ha chiarito la Cassazione, «è proprio l'ambito circoscritto della nozione dei mezzi di sussistenza (che implica l'esistenza dello stato di bisogno nel soggetto passivo) rispetto a quella di mantenimento (che dallo stato di bisogno prescinde) a impedire di considerare la violazione formale dell'obbligo di corrispondere l'assegno divorzile affine alla condotta di danno quale delineata dall'articolo 570, comma secondo, n. 2, del codice penale.

Dalla mancanza d'identità contenutistica tra la fattispecie penale prevista dal codice e quella prevista dalla legge di riforma del divorzio (a cui fa rinvio la legge n. 54 del 2006 in tema di obblighi economici del coniuge separato) deriva l'impossibilità di ritenere che il rinvio operato dall'art. 12-sexies l.n. 898 del 1970, possa riferirsi al comma secondo dell'art. 570 cod. pen». Ad avviso della Corte, fra l'altro, la conclusione raggiunta non comporta alcuna sostanziale attenuazione della tutela repressiva, posto che, essendo rimessa al giudice la scelta della pena da infliggere in concreto, i casi gravi possono essere puniti con la pena detentiva.

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