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Finanziamenti fiscali ai partiti dai privati

del 01/06/2013
di: di Valerio Stroppa
Finanziamenti fiscali ai partiti dai privati
Stop al finanziamento pubblico ai partiti. I movimenti politici saranno sostenuti dai contributi volontari dei privati, siano essi persone fisiche o aziende. Per i contribuenti sono previsti importanti benefici fiscali, con detrazioni fino al 52% di quanto elargito, purché i pagamenti avvengano in maniera tracciabile e trasparente. In arrivo anche la ripartizione del 2 per mille Irpef, con un meccanismo analogo al 5 per mille già previsto a sostegno del volontariato, della ricerca e dello sport dilettantistico. I fondi statali non verranno meno da un anno all'altro, ma a livello transitorio è prevista una decrescita graduale dei contributi pubblici che metterà a regime il sistema privato solo nel 2016. È quanto prevede il ddl approvato ieri dal consiglio dei ministri.

Detrazioni. La prima novità riguarda le detrazioni per le erogazioni liberali in denaro a favore di partiti e movimenti politici. Dal 2014 le persone fisiche potranno detrarre dall'Irpef lorda il 52% delle erogazioni comprese tra 50 e 5 mila euro annui, nonché il 26% dei contributi tra 5 mila e 20 mila euro. L'agevolazione potrà quindi essere fruita a partire dal modello 730 o Unico-PF del 2015. Per quanto riguarda le società, le elargizioni alla politica tra i 50 euro e i 100 mila euro saranno detraibili ai fini Ires con aliquota del 26%. Il bonus tributario sarà ammesso solo a patto che i versamenti siano effettuati tramite canale bancario o postale. Un decreto del Mef potrà fissare le modalità attuative volte ad assicurare gli adeguati controlli dell'amministrazione finanziaria. I soggetti Ires ammessi al beneficio sono quelli previsti dall'articolo 73, comma 1, lettere a) e b) del Tuir, con eccezione delle società a partecipazione pubblica e di quelle quotate in Italia o all'estero. 2 per mille. Sempre dal 2014, i contribuenti italiani potranno devolvere il 2 per mille della propria Irpef ai partiti. La scelta dovrà essere effettuata in dichiarazione dei redditi, tramite la compilazione di una apposita scheda (analoga a quella già prevista per il 5 e l'8 per mille). Il cittadino dovrà indicare se il beneficiario è un partito oppure intende mantenere il 2 per mille a favore dello Stato. In caso di mancata opzione, la quota sarà ripartita in proporzione alle scelte espresse su scala nazionale (e i fondi destinati ai partiti saranno attribuiti in base ai risultati delle ultime elezioni politiche).

Immobili. L'Agenzia del demanio dovrà assicurare ai partiti la disponibilità di locali idonei allo svolgimento dell'attività politica, in almeno ciascun capoluogo di provincia. A fissare le regole sarà l'Economia con un dm da emanare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. Prevista la possibilità di concordare canoni di locazione e tariffari di manutenzione agevolati. Spot tv. Ferma restando la disciplina recata dalla legge n. 28/2000, i partiti che hanno un gruppo parlamentare autonomo avranno diritto di accedere gratuitamente a determinati spazi televisivi sulle reti Rai per la comunicazione politica fuori dalla campagna elettorale. Nessun compenso da corrispondere alla concessionaria di pubblicità, mentre gli oneri per la realizzazione degli spot resteranno a carico dei partiti. A controllare saranno la commissione bicamerale di vigilanza sulla Rai e l'Agcom. Stanziato a copertura un milione di euro all'anno.

Registro. I partiti e i movimenti politici dovranno adempiere ai nuovi obblighi di trasparenza previsti dal ddl, con particolare riguardo allo statuto, alla redazione e alla certificazione del bilancio. La commissione di garanzia di cui alla legge n. 96/2012 provvederà a iscrivere i partiti in un registro unico, che sarà accessibile online dal sito del parlamento. L'albo si articolerà in due sezioni: la prima racchiuderà i partiti che possono fruire delle erogazioni «incentivate», la seconda quelli che potranno accedere al solo 2 per mille.

Testo unico. Il ddl delega l'esecutivo a adottare entro 120 giorni dall'entrata in vigore un testo unico volto al coordinamento normativo. In particolare, il T.u. dovrà mettere ordine nella disciplina delle campagne elettorali, nella rendicontazione delle spese, nell'attività di controllo e nella disciplina sanzionatoria.

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