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Dieta mediterranea, un patrimonio da preservare

del 31/05/2013
di: Loredana Capuozzo
Dieta mediterranea, un patrimonio da preservare
«We are what we eat» ovvero, per dirlo nella nostra lingua, siamo ciò che mangiamo. Con questo slogan il progetto europeo MedDiet, promosso da Unioncamere, intende creare la consapevolezza tra consumatori e imprese dell'importanza di preservare le caratteristiche uniche e salutari della dieta mediterranea. Un obiettivo ambizioso che può contare su un budget di 5 milioni di euro finanziato dall'Ue nell'ambito del programma ENPI CBC MED da investire nell'arco di 30 mesi in Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Tunisia e Libano, paesi partner di questo progetto. Perché la dieta mediterranea, riconosciuta dal 2010 patrimonio immateriale dell'umanità dall'Unesco, costituisce un vero e proprio stile di vita da valorizzare in quanto autenticamente sano, che affonda le sue radici nei saperi e nelle tradizioni dei territori da cui trae origine. A lanciare il progetto è stata nei giorni scorsi la capofila Unioncamere insieme ai 12 partner dei paesi aderenti: il Centro servizi per le imprese (azienda speciale della Camera di commercio di Cagliari), l'Associazione Nazionale Città dell'Olio, la Fondazione spagnola Dieta Mediterranea, le Camere di commercio di Tunisi, Messiania e Beirut, la Fondazione Culturale greca I Percorsi dell'Ulivo, il Forum delle Camere di commercio dell'Adriatico e dello Ionio, l'Associazione Spagnola delle Città dell'Olio, l'ASCAME, la Confederazione delle associazioni di categoria egiziane (CEEBA) e l'Istituto nazionale tunisino della ricerca agricola (INRAT). Una rete capillare attraverso la quale si intende realizzare un nutrito piano di azioni per raggiungere il traguardo e che costituisce secondo il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, «un fattore strategico straordinario perché in grado di generare un effetto moltiplicativo delle attività». Centosessantacinque iniziative di educazione nutrizionale dirette a 15 mila consumatori con 45 progetti pilota che vanno dalle lezioni di cucina ai laboratori del gusto; corsi di formazione per 120 scuole che coinvolgono 1.200 insegnanti e quasi 5mila alunni; creazione di una biblioteca digitale sui benefici per la salute della Dieta Mediterranea, nonché l'elenco dei prodotti e delle buone pratiche. Sono queste alcune delle attività che verranno messe in campo e che, si prevede, sfoceranno in un Accordo Euro-Mediterraneo per la promozione e la tutela della Dieta Mediterranea. Un'intesa, quest'ultima, volta a coinvolgere anche i Paesi posti sulla riva sud del Mare Nostrum nell'adozione e nella condivisione degli strumenti di tutela e garanzia riconosciuti a livello europeo. Sistemi di salvaguardia e valorizzazione che già oggi contraddistinguono nell'Unione europea ben 1.147 prodotti agroalimentari, dei quali 251 rigorosamente Made in Italy. E proprio per stimolare le pmi, in particolare i ristoranti, a proporre alimenti coerenti con un'autentica Dieta Mediterranea, tra le iniziative in programma è prevista la sperimentazione di un Certificato di Qualità MedDiet. Un'iniziativa che si ispira all'esperienza camerale del marchio «Ospitalità italiana, Ristoranti italiani del mondo» che dal 2010 qualifica i «veri ambasciatori! della ristorazione tricolore oltreconfine - a oggi 1.100 operatori attivi in 55 paesi esteri - promuovendo l'autentico Italian style all'estero. Un motivo in più per ritenere che attraverso il progetto MedDiet si possa contribuire anche a dare un ulteriore slancio alla filiera agroalimentare dell'area mediterranea che già oggi nelle 6 nazioni partner dell'iniziativa, produce un valore delle esportazioni che supera i 102 miliardi di dollari, riuscendo ad incidere per il 7,4% sulle importazioni globali del comparto. Ma non solo. Perché il settore alimentare costituisce per queste economie anche uno straordinario volano per promuovere le variegate bellezze dei territori che trovano proprio nella Dieta mediterranea il comune fattore distintivo culturale.

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