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Attrezzature di lavoro sotto esame

del 29/05/2013
di: di Daniele Cirioli
Attrezzature di lavoro sotto esame
L'indagine supplementare delle attrezzature di lavoro va effettuata mediante tre prove pratiche e un esame visivo. Lo spiega il ministero del lavoro nella circolare n. 18/2013, precisando inoltre che lo scopo dell'indagine è individuare eventuali vizi, difetti o anomalie delle attrezzature in uso da più di 20 anni. I chiarimenti sono sul dm 11 aprile 2011 che disciplina le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro. Il decreto definisce la verifica periodica come quell'attività finalizzata ad accertare la conformità alle modalità d'installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d'uso; il loro stato di manutenzione e di conservazione; il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste dal fabbricante e l'efficienza dei dispositivi di sicurezza. Tra le verifiche periodiche c'è l'indagine supplementare, un'attività finalizzata a individuare eventuali vizi, difetti o anomalie, prodottisi nell'utilizzo delle attrezzature messe in esercizio da oltre 20 anni, nonché a stabilire la vita residua in cui la macchina può ancora operare in condizioni di sicurezza con le eventuali nuove portate nominali. In merito, il ministero precisa che sono sottoposte a verifica supplementare tutti gli apparecchi di sollevamento di tipo mobile o trasferibile oltre ai ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato che siano stati messi in servizio, ovviamente, in data antecedente a 20 anni. E aggiunge che le ispezioni devono essere disposte dagli utilizzatori o dai proprietari delle gru o dei ponti mobili sviluppabili. Circa le modalità di ispezione, il ministero spiega che essere devono includere l'esame visivo, le prove non distruttive, le prove funzionali e le prove di funzionamento; nonché «un'accurata indagine tendente a stabilire la tipologia di utilizzo e il regime di carico al quale la macchina è stata mediamente sottoposta». Nello specifico, il ministero precisa che l'esame visivo deve essere effettuato su ogni parte dell'apparecchio di sollevamento al fine di individuare ogni anomalia o scostamento dalle normali condizioni (all'esame visivo possono aggiungersi misurazioni e smontaggi della macchina o di parti di essa).

Le prove non distruttive possono rendersi necessarie a seconda dei risultati dell'esame visivo; e sono condotte mediante utilizzo di liquidi penetranti, di magnetoscopia o altri metodi per accertare l'eventuale presenza di discontinuità nei componenti strutturali. Le prove funzionali consistono nel controllo delle funzioni di comandi e interruttori. Poi va fatta una prova di funzionamento da eseguirsi a vuoto per tutti i movimenti dell'apparecchio di sollevamento senza l'utilizzo di carichi, al fine di individuare eventuali anomalie. Infine c'è l'esito dell'ispezione che consisterà nella registrazione dei difetti e delle anomali rilevante, con descrizione degli interventi da eseguire.

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