Riduzione della spesa. I risultati dello scorso anno confermano un andamento positivo, poiché in tre anni il contenimento è stato del 6,6% per le amministrazioni centrali (in valori assoluti, al netto degli interessi, la sforbiciata è stata di oltre 26 miliardi), del 7,2% per quelle locali, con un risparmio di più di 18 miliardi.
Entrate. 753.449 miliardi (il gettito complessivo è aumentato del 2,4% su base annua, sette decimi in più del 2001). La cifra, si legge nel dossier, evidenzia un elemento di «fragilità», poiché i quasi 30 miliardi venuti meno rispetto alla previsioni del Def 2012 «hanno assorbito il 65% dell'aumento di entrate deciso con le manovre correttive fra luglio e dicembre dello scorso anno» che sono state, di conseguenza, «depotenziate».
Proventi dai giochi. Le somme incassate dal comparto di lotterie e attività ludiche pur in flessione, tengono: c'è, infatti, una curva negativa del 7,1% rispetto al 2011 (le entrate scendono da 8,6 a 8 miliardi), e la «raccolta netta» (la spesa dei giocatori tolte le vincite, ndr) cala del 4,1% (da 18,1 a 17,4 miliardi). Il volume d'affari del settore, puntualizza la magistratura contabile, è comunque in crescita esponenziale; salta poi all'occhio, dati dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli alla mano, il cambio di preferenze dei consumatori, maggiormente inclini a spendere denaro nelle «new slot», nelle video lottery e acquistando i gratta e vinci, strumenti che vedono trascorrere un breve lasso di tempo fra la giocata e l'esito, che costituiscono ormai il 54,3% della spesa totale. In particolare, le video lottery nel 2012 fanno un balzo record del 79,5%.
Riscossione. Attività per le amministrazioni in «preoccupante indebolimento», giacché quella a mezzo ruoli, il cui volume era lievitato dal 2006 al 2010 quasi del 77%, segna un decremento anche nel 2012 (di quasi il 13%, mentre nel 2011 aveva perso il 3%). Il carico affidato alla società deputata ad esigere i tributi, Equitalia, cresce circa del 2% fino a poco meno di 77 miliardi, mentre il tasso di riscossione (ovvero il rapporto fra riscosso e carico netto) va in discesa progressiva all'1,94% (nel 2008 era, invece, al 3,11%).
Ticket e sanità. Impennata dell'impatto del ticket 13,4% su visite ed esami diagnostici, così come sale del 5,2% quello per i farmaci. «Negli ultimi anni le entrate da sistemi di compartecipazione alla spesa hanno giocato un ruolo crescente e articolato sul territorio» e nel 2012 «hanno subito un'ulteriore accelerazione», con entrate superiori ai 2,9 miliardi, di cui 1,5 per la specialistica e altre prestazioni e 1,4 per la farmaceutica.
Patto di stabilità. Limitati i casi di non rispetto del vincolo: non vi è nessuna regione che lo sfori, mentre risultano «non virtuosi» il 3,6% dei comuni e il 9% delle province.
Nel contempo, scrive ancora la Corte, si conferma il trend che vede le amministrazioni regionali maggiormente coinvolte nel coordinamento degli interventi delle amministrazioni locali e di quelli infrastrutturali di matrice comunitaria, al fine di «conciliare i parametri di spesa e garantire servizi» al cittadino.
