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Regime sanzionatorio ridotto al minimo

del 25/05/2013
di: di Carla De Lellis
Regime sanzionatorio ridotto al minimo
Diffida inevitabile sulle violazioni all'apprendistato. In tutti i casi in cui è prevista l'irrogazione di sanzioni amministrative, infatti, gli ispettori devono procedere alla diffida obbligatoria, a pena di improcedibilità. Lo spiega l'Inail nella circolare n. 27/2013 illustrando il nuovo apprendistato specie negli aspetti sanzionatori, a seguito dell'estensione del potere di contestazione delle violazioni agli ispettori dell'istituto assicuratore.

Due vie. La circolare illustra le norme del Tu, in vigore dal 25 ottobre 2011 (dlgs n. 167/2011), alla luce delle novità della riforma Fornero (legge n. 92/2012 in vigore dal 18 luglio 2012). Riguardo al regime sanzionatorio, l'Inail spiega che il Tu prevede due ipotesi:

1) inadempimento nell'erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e tale da impedire la realizzazione delle finalità formative;

2) inosservanza dei principi previsti per l'attivazione e svolgimento dei rapporti di apprendistato.

Inosservanza dei principi. Le novità principali toccano la seconda ipotesi, per la quale il Tu prevede l'irrogazione di sanzioni amministrative del tutto nuove, estendendo il potere di contestazione delle violazioni a tutti gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro e previdenza; quindi, anche ai funzionari di vigilanza Inail. La circolare spiega che le violazione dei principi possono riguardare: forma scritta del contratto; patto di prova; piano formativo individuale; divieto di retribuzione a cottimo; possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante o in alternativa di stabilire la retribuzione dell'apprendista in misura percentuale e in modo graduale all'anzianità di servizio; presenza di un tutore o referente aziendale. In tutti questi casi si applica, per ogni violazione, la sanzione da 100 a 600 euro ovvero, in caso di recidiva, da 300 a 1.500 euro, previa attivazione di diffida obbligatoria quale condizione di procedibilità. In caso di mancata ottemperanza alla diffida e/o di mancato pagamento della sanzione nella misura minima (100 euro ovvero 300 euro in caso di recidiva) oppure ridotta a seguito della contestazione in base al procedimento di cui alla legge n. 689/1981 (200 euro ovvero 500 euro in caso di recidiva), l'Inail procede nel segnalare il caso alla direzione territoriale del lavoro competente. Nel caso in cui, oltre all'omessa forma scritta del contratto, risulti mancante la comunicazione obbligatoria di assunzione al centro per l'impiego (Co) va comminata la sanzione per lavoro nero. Pertanto, in tal caso non sarà possibile regolarizzare il rapporto quale «contratto di apprendistato» (ma contratto a tempo pieno e indeterminato).

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