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Coltivazioni Ogm, la giustizia Ue non li blocca

del 25/05/2013
di: di Angelo Di Mambro
Coltivazioni Ogm, la giustizia Ue non li blocca
Un'ordinanza della Corte di giustizia europea datata 8 maggio scalda il dibattito già rovente sugli ogm, a pochi giorni dal voto all'unanimità del Senato contro le coltivazioni ogm in Italia. L'ordinanza fa riferimento a una sentenza già pronunciata, il caso «Pioneer Hi-Bred Italia». In quell'occasione la Corte aveva messo nero su bianco che, secondo la normativa vigente, la coltivazione di ogm autorizzati a livello comunitario non può essere limitata o vietata negli Stati membri, né sottoposta a un regime di autorizzazione nazionale che affianchi quello europeo, né tantomeno, come era accaduto nel caso della Pioneer, respinta in attesa che vengano adottati i piani di coesistenza tra colture gm, convenzionali e biologiche. In base allo stesso principio la Corte ha adottato un'ordinanza in favore di Giorgio Fidenato, l'agricoltore friulano che nel 2011 aveva seminato mais Ogm nel suo campo. «Ancora una volta», ha commentato il presidente di Futuragra Duilio Campagnolo, «la Corte di giustizia ribadisce i principi che regolano le colture Ogm in Europa richiamando l'Italia al rispetto delle norme e restituendo agli agricoltori il diritto di accedere liberamente all'innovazione biotecnologica». Di avviso opposto la «Task Force per un'Italia libera da Ogm». «Nulla cambia perché si applica comunque la legge n. 5 del 2005», si legge in una nota di Coldiretti, che chiede al Governo «il completamento della procedura di adozione della clausola di salvaguardia come peraltro già sollecitato da tutti i gruppi parlamentari al Senato e come già fatto da tempo da diversi Paesi Europei». Misure restrittive sulle coltivazioni ogm sono state prese in sette paesi Ue, sempre forzando i regolamenti. Quando la Commissione ha voluto applicare alla lettera le norme vigenti, è il caso della Francia, ha respinto le richieste di clausola di salvaguardia. Bruxelles preferirebbe vedere approvata la nuova direttiva, che prevede la possibilità per uno stato membro di limitare le coltivazioni di ogm anche se autorizzati a livello Ue. Proposta debole dal punto di vista legale, dicono Germania e Francia, che da mesi bloccano il dossier, perché esporrebbe gli Stati a eventuali contenziosi con i produttori di ogm. E lo stallo continua.
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