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Giudici tributari, caos elezioni da rinnovo

del 24/05/2013
di: di Valerio Stroppa
Giudici tributari, caos elezioni da rinnovo
Elezioni dei giudici tributari nel caos. Ognuno si fa le sue regole. E c'è già il rischio di una valanga di ricorsi, anche se manca ancora un mese alla chiamata alle urne per il rinnovo del Cpgt (l'organo di autogoverno della magistratura fiscale), in programma il 23 giugno. Protagonisti del «giallo» sono i giudici della Ctc, la commissione tributaria centrale regionalizzata dalla legge n. 244/2007, e i cosiddetti soprannumerari, ossia tutti quei magistrati togati risultati idonei nel concorso bandito ai sensi del dl n. 98/2011 ma non ancora immessi in servizio. Si tratta in totale di oltre 600 giudici, per i quali non è chiaro se sarà possibile partecipare al voto o meno. A livello regionale le opinioni sono discordanti, mentre secondo il Cpgt uscente la risposta è negativa.

Non la pensa così il presidente della Ctr Toscana, Mario Cicala: in una nota diramata al direttore della propria segreteria e diffusa per conoscenza a Mef e Cpgt, ha affermato come sia i componenti della Ctc sia i soprannumerari godono di diritti elettorali attivi e passivi. Per i giudici di Ctc la tesi muove dai presupposti normativi fissati dalla Finanziaria 2008 e dal dl n. 16/2012: la domanda di assegnazione alle sezioni regionali va infatti presentata al Cpgt e i magistrati sono anche inseriti nel ruolo unico dei giudici tributari pubblicato dallo stesso Consiglio. Per quanto attiene ai soprannumerari, invece, è la legge n. 183/2011 a stabilire che tutti i candidati idonei nel concorso sono nominati «componenti delle commissioni tributarie e immessi in servizio, anche in sovrannumero». Pertanto, osserva Cicala, il fatto che questi non siano ancora in organico non incide sullo status acquisito. In Toscana potranno votare. Non in Campania, dove il presidente della Ctr Mario Mercone ha fornito un'interpretazione opposta. Pure il Cpgt, investito della questione, ha espresso un parere negando il diritto di elettorato dei sovrannumerari in quanto non ancora entrati nelle funzioni. Gli effetti pratici dell'uno o dell'altro orientamento sono significativi. In primo luogo perché ci sono in ballo centinaia di voti, capaci di spostare gli equilibri della contesa elettorale.

Inoltre perché si potrebbe verificare la circostanza, giudicata da molti giudici paradossale, nella quale un eletto al Cpgt, per quanto idoneo nel concorso, potrebbe non aver materialmente (ancora) mai messo piede in una commissione tributaria. «Concordiamo con la posizione del Consiglio», rileva Ennio Attilio Sepe, presidente nazionale Amt, «dal punto di vista emotivo non avremmo alcun problema se votassero tutti, ma allo stesso tempo vi sono ragioni giuridiche più che valide perché ciò non avvenga. Peraltro i soprannumerari non hanno nemmeno un ufficio di assegnazione: dove voterebbero?

Auspichiamo che Mef e Cpgt facciano chiarezza onde evitare situazioni che potrebbero arrivare a compromettere la legittimità delle elezioni».

Nel frattempo le sezioni locali dell'Amt, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, hanno individuato alcuni candidati: tra questi Giuseppe Savoca (Ctr Sicilia), Lucia Picone (Ctr Molise), Maurizio Sacchi (Ctr Lombardia), Michele Ancona (Ctr Puglia) e Massimo Scuffi (Ctp Milano).

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