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Partite Iva senza vincoli e stop al rito Fornero

del 22/05/2013
di: di Daniele Cirioli
Partite Iva senza vincoli e stop al rito Fornero
Cancellare i vincoli sulle partite Iva e abrogare il nuovo rito del lavoro. Sono due delle richieste che i consulenti del lavoro hanno ieri avanzato al ministro del lavoro in un articolato documento con le proposte di modifica delle norme sul lavoro. «Idee di cambiamento che hanno al centro i giovani, le donne e tutte le fasce deboli del mercato del lavoro», ha dichiarato Marina Calderone, presidente dell'Ordine, trovando apertura e disponibilità nel ministro del lavoro, Enrico Giovannini.

Il documento spiega che la professione del consulente del lavoro, «per definizione, è un termometro attivo sulle criticità concrete che le aziende devono affrontare nello svolgimento della loro attività». Puntando il dito contro la recente riforma Fornero, accusandola di non avere «centrato gli obiettivi occupazionali che si prefiggeva», i consulenti ritengono che la riforma abbia avuto «solo l'effetto di irrigidire soprattutto la flessibilità in entrata, con evidenti riflessi negativi».

Tra le proposte avanzate, sul lavoro a termine i consulenti chiedono tra l'altro di sospendere fino al 31 dicembre 2016 i periodi di interruzione obbligatoria tra due contratti a termine. Non chiedono modifiche, ma l'eliminazione integrale anche della disciplina sulle partite Iva. Stessa richiesta per il rito del lavoro (cioè l'abrogazione del cosiddetto «rito Fornero»), evidenziando che le inefficienze non sono da ricercare nelle disposizioni, ma nelle carenze strutturali dell'intero sistema Giustizia. I consulenti, ancora, chiedono una riduzione di 5 punti percentuali del costo del lavoro, per la quale ritengono necessario un spesa di oltre 12 miliardi di euro da recuperarsi per la maggior parte (circa 6 miliardi) dalle risorse derivanti dalla lotta all'evasione. In materia di Aspi, il documento propone di rimodulare il ticket licenziamenti per non penalizzare ulteriormente le microimprese. Infine, per quanto riguarda il lavoro a progetto i consulenti sostengono che non sia possibile comparare, ai fini di fissare un compenso minimale, una remunerazione «a risultato» (quella prevista per le co.co.pro.) con una retribuzione «a tempo» (quella fissata dai ccnl per i lavoratori subordinati), come invece è previsto dalla nuova disciplina introdotta dalla riforma Fornero di cui, quindi, chiedono la revisione.

«Abbiamo rappresentato al signor Ministro la piena disponibilità dei consulenti del lavoro per apportare i miglioramenti necessari al sistema, in questo particolarmente difficile per il Paese», ha dichiarato Marina Calderone. Aggiungendo di avere «presentato le nostre idee di cambiamento che hanno al centro i giovani, le donne e tutte le fasce deboli del mercato del lavoro. Bisogna rilanciare l'apprendistato, semplificandolo; così come è necessario intervenire sui contratti a termine e sulla disciplina delle partite Iva. Ma più in generale», ha concluso, «bisogna liberare il lavoro da lacci e lacciuoli». Piena disponibilità è arrivata dal ministro del lavoro, Enrico Giovannini, che ha detto: «Coinvolgeremo l'Ordine dei consulenti del lavoro anche nelle attività di semplificazione che saranno presto avviate con una delega specifica, utilizzando le esperienze e le conoscenze maturate nella gestione dei rapporti di lavoro».

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