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Drammi dietro l'angolo per gli enti locali

del 21/05/2013
di: Enzo Cuzzola
Drammi dietro l'angolo per gli enti locali
Gioco a somma negativa per gli enti locali nel rapporto tra la riduzione dei trasferimenti e i soldi sbloccati dal decreto pagamenti. E i bilanci si colorano di toni drammatici. L'art. 16, comma 6, del dl 95/2012, cd spending review, riduce il fondo sperimentale di solidarietà (in pratica i trasferimenti) per i comuni di 2,2 miliardi per il 2013, e di 2,5 miliardi per il 2014. Per le province le riduzioni di trasferimenti ammontano a 1,2 miliardi per il 2013 e altrettanti per il 2014. Gli enti attendevano entro il 30 aprile le quantificazioni dei trasferimenti del fondo di solidarietà, ma per ora ancora nulla. Le prime proiezioni di bilancio forniscono un quadro per nulla rassicurante: spese all'osso, trasferimenti a picco e, sul fronte tributi, il rinvio di Tares e Imu prima casa, che lasciano comunque margini di incertezza. Se manca serenità sul versante degli equilibri economici di bilancio, un po' di tranquillità si presenta invece sul fronte della liquidità. Infatti, il comma 10, dell'art. 1, del decreto pagamenti (dl 35/2013) mette a disposizione degli enti locali, province comprese, rispettivamente 2 miliardi di euro per il 2013 e altri 2 miliardi per il 2014. Confrontando questa liquidità, con quella messa a disposizione, o meglio tagliata, dal dl 95/2012, si conclude tuttavia che gli enti locali, con i propri soldi che lo stato prima trattiene e poi presta, pagheranno le imprese, che però, in molti casi, non vedranno un euro. A causa dei costanti ritardi nei pagamenti delle spettanze, molte imprese versano infatti in grave crisi di liquidità, come dimostrano i Durc (Documento unico di regolarità contributiva) irregolari e le pendenze presso Equitalia, evidenziate al controllo, ai sensi dell'art. 48-bis del dpr 600/73. A questo proposito, nel dl 35 è stata introdotta la possibilità di retrodatare il Durc. Con il meccanismo della retrodatazione, infatti, le imprese che agiscono in compensazione potranno ottenere la regolarizzazione del Durc al momento dell'emissione della fattura e non più al momento dell'effettivo pagamento. Così facendo la posizione contributiva delle imprese sarà regolarizzata. Resta il fatto però che, se l'impresa richiedente non ottiene il via libera per agire in compensazione, continua a versare in uno stato di irregolarità contributiva, tale per cui, nel momento in cui gli enti dovessero effettivamente pagare, i fondi dovrebbero essere dirottati verso Inps, Inail, Cassa edile, Equitalia. Col risultato, di creare una vera e propria partita di giro. Gli enti locali prenderanno a prestito i loro soldi, li utilizzeranno per versarli, per conto delle imprese, agli enti previdenziali, assistenziali ed esattoriali, e, per giunta, ci pagheranno sopra gli interessi al 3,302% annuo. Il tutto senza risolvere il problema di dover affrontare i bilanci 2013 con una minore disponibilità di circa 40 euro ad abitante.

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