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La filiera dell'olio sotto registro carico e scarico

del 17/05/2013
di: di Alberto Grimelli
La filiera dell'olio sotto registro carico e scarico
Migliaia di olivicoltori, frantoiani, sansifici e commercianti prima esentati si troveranno a fare i conti, dal 1° gennaio 2014, con il registro di carico e scarico dell'olio, meglio conosciuto come registro Sian. È questa la novità più significativa della bozza di decreto ministeriale, che sarà al vaglio del tavolo di filiera la prossima settimana, che recepisce il regolamento comunitario 299/2013. Il provvedimento europeo è stato varato il 26 marzo scorso. L'Italia è già pronta a darne attuazione estendendo il campo di applicazione del decreto ministeriale 8077/09, che istituiva il registro Sian, a molti più soggetti. Quanti? Secondo il regolamento comunitario tutte «le persone e i gruppi di persone fisiche o giuridiche che detengono, ai fini dell'esercizio della loro professione o a fini commerciali, olio d'oliva ed olio di sansa, dalla fase dell'estrazione al frantoio fino all'imbottigliamento incluso, hanno l'obbligo di tenere registri di entrata e di uscita per ogni categoria di questi oli». La nuova normativa europea estende quindi il campo di applicazione della tracciabilità obbligatoria anche agli oli di sansa e agli oli raffinati, prima esclusi, ma soprattutto non ammette deroghe. Il dm 8077/09 invece prevedeva, all'articolo 7 comma 3 che fossero esclusi dal registro telematico di carico e scarico «gli olivicoltori che commercializzano olio allo stato sfuso e/o confezionato, purché ottenuto esclusivamente dalle olive provenienti da oliveti della propria azienda, molite presso il proprio frantoio o di terzi». In base alla nuova formulazione la platea degli esentati si riduce a sole tre categorie, ovvero per gli operatori che detengono oli esclusivamente «utilizzati per la preparazione di prodotti diversi dagli oli destinati all'alimentazione; destinati all'autoconsumo; preconfezionati ed etichettati». In base all'attuale formulazione del decreto, inoltre, non sarebbero tenuti al registro di carico e scarico anche quegli olivicoltori che cedessero l'intera loro produzione, in olive od olio, a un frantoio o a un commerciante. È sufficiente invece confezionare anche una sola bottiglia per far scattare l'obbligo. Eludere il sistema di tracciabilità diventerà praticamente impossibile. Ogni litro di olio d'oliva verrà monitorato quasi in tempo reale. Infatti, «le annotazioni nei registri si effettuano entro e non oltre il sesto giorno successivo a quello dell'operazione, giorni festivi compresi». La tenuta dei registri potrà in ogni caso essere delegata, fermo restando la responsabilità in capo al titolare del registro stesso, alle associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale ed ai centri di assistenza agricola. Le novità non riguardano solo la platea di operatori interessati dal registro Sian ma anche i controlli. A vigilare sul settore olivicolo-oleario sarà il dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari del Mipaaf (Icqrf). A questo proposito pare abbastanza limitato, studiato presumibilmente sulle esigenze dei paesi non produttori, il numero minimo di controlli stabilito dall'Unione europea. In base a quanto disposto dall'articolo 2-bis, comma 4 del regolamento 299/2013 dovrà essere eseguito un controllo di conformità ogni mille tonnellate d'olio commercializzato. In Italia questo significa che l'Icqrf sarà obbligato a eseguire circa 600 verifiche all'anno, visto che consumiamo poco più di 600 mila tonnellate di oli d'oliva. Tra le ragioni che potrebbero far scattare i controlli: il prezzo, il periodo di produzione, il paese di origine e quello di destinazione.

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