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Se i clienti sono rumorosi paga il titolare del bar

del 17/05/2013
di: Marilisa Bombi
Se i clienti sono rumorosi paga il titolare del bar
Se i clienti sono rumorosi, il titolare del bar ne paga le conseguenze se nell'ambito dell'ordinaria gestione dell'attività non impedisce che gli avventori del locale provochino eccessivo rumore, tale da procurare disturbo alle ordinarie occupazioni ed al riposo degli abitanti degli immobili siti nei pressi del bar stesso. La Corte di cassazione, sez. I penale, con la sentenza n. 20207/13, depositata il 10 maggio, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Venezia per il reato di cui all'art. 659 del codice penale che punisce il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. In sostanza, la Cassazione ha rilevato che la sentenza impugnata ha fatto corretta applicazione della giurisprudenza di legittimità, la quale ritiene che elemento essenziale della contravvenzione è l'idoneità del fatto, che nel caso specifico, corrisponde a eccessivi rumori, strepiti e schiamazzi provocati dal personale e dai frequentatori del bar, ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone. In sostanza, perché maturi l'ipotesi di reato non è richiesto l'effettivo disturbo al riposo di più persone, essendo invece necessario venga accertata l'astratta attitudine del fatto medesimo ad arrecare tale tipo di disturbo. Nel caso specifico, la sentenza impugnata ha adeguatamente motivato tale circostanza. E lo ha fatto sia con riferimento alla concreta sussistenza di voci e rumori provenienti dal bar che si protraevano ben oltre la mezzanotte, e che si diffondevano per una vasta area circostante l'esercizio commerciale, sia la loro idoneità ad arrecare disturbo al riposo di un vasto ed indeterminato numero di persone, ovvero gli abitanti degli edifici circostanti. Del resto, secondo la Cassazione era del tutto irrilevante che due testi affermassero di non essere stati infastiditi dai rumori molesti, perché occorre al contrario fare riferimento al comune modo di sentire della generalità dei consociati. E, a tale proposito, afferma la sentenza «il vociare del personale e degli avventori di un bar è un evento oggettivamente idoneo ad arrecare disturbo al riposo delle persone costrette a vivere nelle vicinanze di tale fonte di rumori molesti».

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