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Le aggravanti si estendono alla bancarotta impropria

del 06/03/2010
di: Debora Alberici
Le aggravanti si estendono alla bancarotta impropria
Linea dura della Suprema corte contro la bancarotta compiuta da amministratori o sindaci della società fallita e non direttamente dall'imprenditore (cosiddetta impropria). Infatti d'ora in avanti anche in questi casi sarà applicabile l'aggravante speciale della pluralità di episodi illeciti commessi dai manager.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 8829 di ieri, ha accolto il ricorso della Procura di Roma.

In brevi quanto interessanti motivazioni destinate all'ufficio del massimario la quinta sezione penale ha chiarito che in materia di bancarotta fraudolenta impropria da reato societario, di cui al comma secondo dell'art. 223 1.f ,la previsione dell'applicabilità della pena prevista dal primo comma dell'art. 216 l.f., deve intendersi, per genericità di formulazione, comprensiva dell'intero trattamento sanzionatorio previsto per la bancarotta propria, e dunque anche del regime dell'aggravante relativa al danno di rilevante gravità (stante il parallelismo tra i reati commessi da persone diverse dal fallito e quelli imputabili allo stesso imprenditore fallito).

A fare ricorso in Cassazione stata la Procura di Roma che si opponeva alla dichiarata prescrizione del reato di bancarotta impropria pronunciata in favore dei vertici di un consorzio agrario dalla Corte d'appello capitolina. In sostanza secondo l'accusa i reati non si sarebbero prescritti perché anche nel caso di bancarotta impropria di applicano le aggravanti speciali previste dalla legge fallimentare: quella relativa al cospicuo danno patrimoniale determinato dalla bancarotta e quella della pluralità di fatti. Il Collegio di legittimità ha bocciato la tesi dell'accusa sulla prima aggravante e l'ha invece accolta sulla seconda. In particolare i giudici hanno ricordato in sentenza che stregua dell'art. 219, «nel caso in cui i fatti previsti dagli art. 216, 217 e 218 hanno cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità, le pene da essi stabilite sono aumentate fino alla metà». Insomma, «le pene sono aumentate se il colpevole ha commesso più fatti tra quelli previsti in ciascuno degli articoli indicati. Duplice, quindi, è la fattispecie di riferimento, che sostanzia l'aggravante in questione: il danno patrimoniale di rilevante gravità e la pluralità dei fatti previsti dalle menzionate norme sostanziali».

In definitiva, nel caso di bancarotta impropria, hanno ribadito i giudici a più riprese, si applica solo la prima aggravante.

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