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Pesca, la riforma europea accelera

del 16/05/2013
di: di Angelo Di Mambro
Pesca, la riforma europea accelera
Dopo 36 ore di trattative, all'alba di ieri il Consiglio agricoltura e pesca ha votato a larga maggioranza un nuovo mandato negoziale per la riforma della politica comune della pesca (Pcp). Un risultato che potrebbe spianare la strada a un accordo politico a giugno, per vedere la nuova Pcp in vigore da gennaio 2014. Il mandato, approvato col solo voto contrario della Svezia, dà modo alla presidenza irlandese di rilanciare il negoziato con le altre istituzioni Ue. Di «buona notizia» parla il commissario alla pesca Maria Damanaki, che ora spera in «un accordo in prima lettura» con Parlamento e Consiglio. Il ministro irlandese Simon Coveney, presidente di turno del Consiglio, ricorda come la futura Pcp servirà «a mantenere vitale la flotta europea» e a ridurre l'impatto ambientale della pesca. Soddisfatto anche il ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, che era arrivata a Bruxelles ricordando di essere «dalla parte dell'ambiente ma anche dei pescatori del Mediterraneo». Il nuovo mandato negoziale introduce flessibilità sulle questioni più dibattute: la definizione di «rese massime sostenibili» per lo sfruttamento degli stock ittici, il divieto del rigetto in mare delle catture indesiderate, il decentramento del processo decisionale. L'Italia rivendica risultati sull'obbligo di sbarco delle catture, incluse quelle sotto taglia minima. A Bruxelles il ministro ha voluto incontrare i ministri dei paesi che affacciano sul Mediterraneo «per rilanciare l'azione comune in vista della riforma del Fondo europeo di settore». Il Parlamento Ue però frena gli entusiasmi. «Non posso garantire che l'accordo si farà nelle prossime settimane», ha commentato la relatrice parlamentare per la riforma Pcp, Ulrike Rodusta. I parlamentari stanno esaminando il nuovo mandato negoziale, le cui novità saranno approfondite nei prossimi triloghi, in programma il 28 e 29 maggio.
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