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Rete imprese sul dl: troppa burocrazia in arrivo

del 16/05/2013
di: Beatrice Migliorini
Rete imprese sul dl: troppa burocrazia in arrivo
Troppa burocrazia senza ampliamento delle compensazioni anche ai debiti commerciali e senza inserimento della clausola di salvaguardia per ottenere il dovuto. Rete imprese Italia boccia il decreto pagamenti che non ha recepito le modifiche proposte dalla sigla che raggruppa le associazioni di pmi italiane. Per Rete imprese l'approvazione del testo del decreto «dimostra una volta di più la maggior attenzione alle esigenze della burocrazia contabile piuttosto che a quelle delle migliaia di imprese creditrici del terziario di mercato e dell'artigianato» L'associazione auspica dunque «una rapida inversione di marcia nell'iter del decreto». Rete imprese denuncia infatti che «le banche stanno pressando per il rientro dalle anticipazioni delle fatture scadute». Soddisfatto dell'esito del percorso svolto, invece, Daniele Capezzone (Pdl), presidente della commissione finanze della camera, secondo cui «l'approvazione del dl pagamenti è un buon punto di partenza». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Andrea Martella, vicepresidente del Pd alla camera, secondo cui «il via libera che sblocca i pagamenti, è il primo grande sostegno alla nostra economia». Dubbiosa invece la reazione del Movimento 5 stelle. Secondo il vicepresidente della Commissione bilancio, Giorgio Sorial, «il decreto è fondamentale per le piccole e medie imprese, ma resta dubbiosa la fase durante la quale saranno erogati i 40 miliardi». Nella seduta di ieri, hanno poi trovato approvazione alcuni ordini del giorno. Tra questi quello a firma di Mauro Guerra, coordinatore nazionale Anci dei piccoli comuni, che impegna il governo stesso «a individuare le modalità con le quali escludere totalmente dai vincoli del Patto di stabilità interno i comuni con popolazione tra mille e 5 mila abitanti». Sono state inoltre introdotte delle modifiche volte all'alleggerimento dei vincoli del Patto per tutti i comuni. In particolare è previsto che comuni potranno escludere, nei limiti di 5 miliardi, dai vincoli del patto di stabilità non solo i pagamenti dei debiti in conto capitale maturati entro il 31 dicembre 2012 e non ancora pagati, ma anche i pagamenti della stessa natura già effettuati prima del 9 aprile 2013. Secondo Guerra «queste sono buone notizie non solo per i comuni ma anche per le imprese, perché si comincia a rimettere in circolazione liquidità». Tra gli ordini del giorno approvati anche quello di Simonetta Rubinato (Pd), avente a oggetto Imu e Tares, che mira, in particolare, a tenere separato il nuovo tributo per i servizi indivisibili, dalla tariffa rifiuti. Il tutto al fine di eliminare così dalla stessa Tares la prevista maggiorazione di euro 0,30 per metro quadrato.

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