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Primi segnali di cambiamento

del 15/05/2013
di: La Redazione
Primi segnali di cambiamento
Nell'ultimo Consiglio generale (dal 17 al 19 aprile) la Confsal ha rilanciato una propria proposta politico-sindacale, sintetizzata e articolata in una mozione finale che, per grandi linee, era già presente nel Manifesto inviato al nuovo parlamento subito dopo le ultime elezioni politiche.

Come nel manifesto anche nella mozione finale la priorità assoluta per la Confsal rimane la governabilità del paese. E prima ancora che si configurasse l'attuale compagine governativa la confederazione autonoma aveva fatto presenti al parlamento l'urgenza e la necessità di dare al paese un governo che privilegiasse i fatti. Questo sia sul fronte delle politiche economiche e occupazionali sia su quello delle riforme strutturali.

La Confsal apprezza lo sforzo del governo Letta nella difficile mediazione…

Mentre si chiudeva il nostro consiglio, il presidente della Repubblica Napolitano conferiva l'incarico di formare il nuovo governo a Enrico Letta. La Confsal prendeva atto della configurazione del governo Letta e soprattutto del suo programma presentato al parlamento.

Lo faceva in piena autonomia, precisando attraverso le parole del segretario generale Marco Paolo Nigi che la confederazione non intendeva dare giudizi sulle persone ma basarsi solo sui fatti e sugli impegni presi e poi mantenuti.

Precisato questo, la nostra confederazione valutava comunque positivamente il notevole impegno della maggioranza parlamentare per dare un governo al paese e lo sforzo del primo ministro Letta per presentare agli italiani un'agenda governativa, tanto più che questo avveniva a conclusione di una difficile mediazione su questioni sociali e politiche oltremodo sensibili.

In ogni caso, pur rilevando dalle dichiarazioni di intenti rese in parlamento un “cambio di rotta”, la Confsal sceglieva di aspettare i fatti concreti e gli atti governativi per esprimere le sue valutazioni e le sue proposte. In fin dei conti, una scelta di responsabilità dettata anche dall'esigenza di una certa sobrietà in relazione al delicato momento politico.

… ma si atterrà ai fatti e su questi darà il suo giudizio

Proprio in questi giorni sembra che si stia passando dalle parole alla concretezza delle azioni di governo. Infatti, il 7 maggio il Parlamento ha approvato la risoluzione della maggioranza sul Documento di Economia e Finanza-DEF che segna il passaggio da una politica economica incentrata esclusivamente sull'austerità a una politica per la crescita e l'occupazione, seppure compatibile con la situazione della finanza pubblica.

Per la Confsal è chiaro che la svolta nella politica economica italiana potrà realizzarsi anche in relazione alle decisioni assunte nel merito dalla governance dell'Eurozona. Per questo auspica un esito favorevole del vertice dei capi di stato del prossimo giugno sulle valutazioni riguardo alla disoccupazione e alla tensione sociale in Europa e alle nuove politiche comunitarie per la crescita e la coesione sociale.

Intanto, la Confsal prende atto – e lo fa con moderata soddisfazione - che si è intrapresa la via da essa indicata da tempo, quella della pari “importanza” e della interdipendenza fra risanamento dei conti pubblici e crescita economica e occupazionale.

Definire la questione Imu senza farne un nuovo pomo della discordia

È stato annunciato da parte del governo che, con decreto legge, si sta disponendo la sospensione del pagamento della rata di giugno dell'Imu sulla prima casa. Il provvedimento anticipa l'intenzione manifestata dal governo di riformare l'Imu, a saldi invariati, attraverso la rimodulazione degli importi della tassazione.

Al momento, non si possono fare previsioni attendibili sulla restituzione dell'Imu 2012, inclusa la sua copertura finanziaria, ma in questi giorni avremo modo di conoscere il testo del provvedimento.

Va detto, però, che la Confsal aveva chiesto da tempo la rimodulazione dell'Imu, secondo criteri di equità e progressività, per cui si riserva di esprimere la propria valutazione politica sul provvedimento complessivo della revisione dell'imposta. La Confsal, infine, chiede che la questione Imu non sia posta in alternativa all'indispensabile riduzione dell'imposizione fiscale sul lavoro e che, soprattutto, non costituisca “il pomo della discordia” fra le forze politiche di maggioranza.

Lo stesso decreto legge dovrebbe prevedere il rifinanziamento con 1,5 miliardi di euro della cassa integrazione in deroga, che interessa prevalentemente i lavoratori delle tante piccole imprese in crisi. Anche questo provvedimento, tra i più urgenti e necessari, è stato chiesto con forza dalla nostra confederazione.

In sintesi, i primi atti governativi costituiscono apprezzabili segnali che evidenziano una “nuova” sensibilità politica verso l'equità sociale e l'obiettivo della ripresa della crescita economica ed occupazionale.

Provvedimenti d'emergenza per far ripartire il paese

Tuttavia le legittime aspettative della Confsal riguardano soprattutto provvedimenti emergenziali più impegnativi quali:

  • la cancellazione dell'aumento dell'aliquota ordinaria dell'Iva

  • la riduzione del costo del lavoro

  • la graduale detassazione delle retribuzioni e delle pensioni

  • la revisione delle leggi “Fornero” sul mercato del lavoro e sul sistema previdenziale e pensionistico

  • lo sblocco dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, con data certa e copertura finanziaria definita

  • il reperimento di risorse aggiuntive per la ricerca

  • la proroga per gli incentivi all'edilizia in scadenza (bonus-ristrutturazioni e bonus-energia)

  • l'emendamento al decreto legge sui pagamenti della pubblica amministrazione riguardo alla semplificazione delle procedure burocratiche.

    Questi e altri provvedimenti potranno dare l'abbrivio alla ripresa della crescita economica e occupazionale, avviare un reale processo di equità sociale e dare quella credibilità e quella autorevolezza al governo necessarie per realizzare, in maniera organica e sistematica, le grandi riforme in campo socio-economico, finanziario, fiscale e istituzionale.

    La Confsal, come sempre, in piena autonomia e nel rigoroso rispetto dei ruoli istituzionali, rinnova la sua disponibilità a garantire il suo contributo di idee e di proposte per far uscire il paese dalla grave crisi e per avviare la crescita economica e occupazionale.

    Serve un corretto coinvolgimento delle rappresentanze sociali

    Al governo, infine, chiediamo la garanzia di un sistema relazionale proficuo e inclusivo di tutte le parti sociali rappresentative affinché, con la ripresa della crescita, si affermi la democrazia economica e il pluralismo sindacale.

    Anche il “corretto” coinvolgimento delle rappresentanze sociali può contribuire a “fare sistema” in funzione di una incisiva ed equa azione di governo incentrata sulle ragioni superiori del paese.

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