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Tariffe: compensi con nuovi parametri

del 14/05/2013
di: La Redazione
Tariffe: compensi con nuovi parametri
Sono vari i motivi di riflessione che scaturiscono dalla pubblicazione del decreto che introduce i parametri per i consulenti del lavoro. ll provvedimento (n. 46 del 21 febbraio 2013, pubblicato in G.U. n. 105 del 7 maggio 2013), emanato per sopperire all'abrogazione delle tariffe professionali, delinea e ribadisce le specifiche caratteristiche della professione. I Ministeri vigilanti (Giustizia e Lavoro), nel predisporre il provvedimento, hanno dunque tenuto conto dell'evoluzione di una professione le cui competenze vanno ben oltre quelle previste dalla legge istitutiva (12/79) . Infatti, in questi anni la professione non solo ha consolidato le competenze lavoristiche, ampliandone contenuti e specificità, ma è cresciuta acquisendone molte nuove, specializzandosi nel tempo grazie allo spirito dinamico che la contraddistingue.

Competenze a 360°

Il Regolamento, che si può applicare solo per le prestazioni rese dagli iscritti all'Ordine dei consulenti del lavoro, sarà utilizzato in assenza di accordo scritto tra le parti, in caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale ed entrerà in vigore il prossimo 22 maggio. Si tratta di un provvedimento di grande valore politico che, nell'elencare e valorizzare le tipologie di attività svolte, rafforza le peculiari caratteristiche dei consulenti del lavoro con competenze ad ampio raggio, quindi, non solo lavoristiche, ma anche contabili, fiscali, tributarie e societarie. Si va dall'amministrazione del personale (subordinato, autonomo e parasubordinato) - calcolo del costo del lavoro; determinazione e calcolo del trattamento di fine rapporto; ammortizzatori sociali; risoluzione rapporti; dichiarazioni e denunce (previdenziali, assistenziali, assicurative e fiscali) - fino al contenzioso fiscale, dichiarazioni e prestazioni amministrative, contabili, fiscali - tributarie; contenzioso del lavoro, amministrativo, previdenziale, assicurativo, sindacale, giudiziale e stragiudiziale; contrattualistica; consulenze tecniche di parte, oltre ad altre prestazioni specifiche. Gestione delle crisi d'impresa; certificazione dei contratti, conciliazione e arbitrato; consulenza in materia fiscale, contabile, societaria ad ampio raggio; contratti e bilanci. Tutto lo scibile della consulenza del lavoro e tributaria delle aziende è racchiuso in questo decreto che esalta la modernità e la particolarità della professione di consulente del lavoro.

Come applicarli

I parametri generali per la determinazione del compenso sono il valore e la natura della pratica, l'importanza, la difficoltà e la complessità della pratica; le condizioni d'urgenza per l'espletamento dell'incarico; i risultati e i vantaggi, anche non economici, ottenuti dal cliente; l'impegno profuso e il pregio dell'opera prestata, anche in considerazione del tempo impiegato. Costituisce, invece, elemento negativo di valutazione da parte del giudice l'assenza di prova del preventivo di massima previsto dalla legge 27/12.

Inoltre è stata inserita un'apposita previsione per il compenso in materia di contenzioso fiscale, operazioni societarie, dichiarazioni e prestazioni amministrative (contabili, fiscali - tributarie), con un rinvio alle disposizioni per i dottori commercialisti ed esperti contabili (decreto ministero giustizia n. 140/12). Il decreto consente alcune maggiorazioni o riduzioni in due casi: per le pratiche di eccezionale importanza, complessità o difficoltà, o per le prestazioni compiute in condizioni di particolare urgenza, può essere applicata una maggiorazione nella misura massima del 100%; se la prestazione può essere eseguita in modo celere e non implica la soluzione di questioni rilevanti, al compenso del professionista può essere applicata una riduzione almeno del 50%. Preso in esame dal decreto anche il caso di incarico collegiale e quello affidato a società tra professionisti. Nella prima ipotesi il compenso è unico, ma il giudice può aumentarlo fino al doppio. Quando l'incarico professionale è conferito a una Stp, si applica il compenso spettante a uno solo di essi, anche per la stessa prestazione eseguita da più soci.

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