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L'editoria finanzia gli enti locali

del 14/05/2013
di: Pagina a cura di Francesco Cerisano
L'editoria finanzia gli enti locali
Saranno l'editoria, l'otto per mille e i fondi destinati alla riduzione della pressione fiscale e agli aiuti ai paesi in via di sviluppo a finanziare i pagamenti della p.a alle imprese. Anche se dovrebbe trattarsi di tagli momentanei perché il governo si è impegnato a ripristinare gli stanziamenti con la prossima legge di stabilità. Il settore dell'editoria, uno dei più falcidiati dalla crisi economica, pagherà dazio a partire dal 2015 con una riduzione di 17,35 milioni di euro (circa il 10% del totale delle risorse). Tutti gli altri tagli (dalle riduzioni delle dotazioni del ministero del lavoro e del ministero degli esteri), ai 15 milioni in meno a valere sul fondo per la riduzione delle tasse, fino ai 22 milioni in meno sulla quota dell'8 per mille destinata allo stato, scatteranno dal 2014. Ma il governo spera non ci sia bisogno di farli. «Tutti i tagli operati in emergenza sul 2015, all'interno del dl p.a., sono previsti solo in una logica di equilibrio dei conti e saranno ripristinati con la prossima legge di stabilita'», ha assicurato il presidente della commissione bilancio di Montecitorio Francesco Boccia, dopo che è definitivamente tramontata l'ipotesi di istituire un balzello sulle sigarette elettroniche, anche a causa dell'opposizione da parte del ministero della salute.

Il pacchetto di emendamenti approvati ieri in commissione porta molte buone notizie agli enti locali. A cominciare dall'ampliamento degli incentivi al patto verticale voluto dai relatori Maurizio Bernardo (Pdl) e Marco Causi (Pd). Si tratta di un contributo extra di 1,272 miliardi di euro (si veda altro pezzo in pagina) che verranno attribuiti alle regioni affinché queste, a loro volta, aprano spazi finanziari aggiuntivi agli enti locali attraverso il meccanismo del c.d. patto di stabilità verticale. I governatori avranno a disposizione complessivamente 318 milioni di euro per le province e 954 per i comuni con il vincolo di destinarne almeno la metà a favore degli enti con popolazione compresa tra 1.000 e 5 mila abitanti che da quest'anno sono soggetti al patto di stabilità, ma che grazie a questo meccanismo potranno significativamente ridurre i propri obiettivi contabili. Al fondo per il pagamento dei debiti potranno inoltre accedere anche i comuni dissestati (per le gestione ordinaria) e quelli in predissesto. Dal governo è arrivata un'esplicita assicurazione in tal senso. Nella liquidazione dei pagamenti si osserverà un criterio strettamente cronologico per singolo comune.

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