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No alla fatturazione anticipata solo per onere

del 11/05/2013
di: di Roberto Rosati
No alla fatturazione anticipata solo per onere
No alla fatturazione anticipata dei servizi di gestione patrimoniale finalizzata solo ad evitare l'onere dell'Iva scattato dall'inizio dell'anno: le fatture emesse entro il 31/12/2012 sono esenti dall'Iva secondo le disposizioni vigenti fino ad allora, anche nel caso in cui il corrispettivo non sia stato pagato a tale data, ma non nell'ipotesi in cui non siano state neppure rese le prestazioni, poiché questa ipotesi deve ritenersi che la fatturazione sia avvenuta soltanto per beneficiare del regime di esenzione. La precisazione è contenuta nella circolare n. 12/E del 3 maggio 2013. L'art. 1, commi 520-521, della legge n. 228/2012 ha modificato l'art. 10, n. 4), del dpr 633/72, che esenta dall'Iva le operazioni relative a titoli, azioni, obbligazioni, quote sociali ecc., allo scopo di escludere dall'esenzione il servizio di gestione individuale di portafogli, che diviene imponibile a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2013. Questa modifica si è resa necessaria per recepire la sentenza della corte di giustizia 19 luglio 2012, causa C-44/11, con la quale è stato statuito che l'attività di gestione di portafogli individuali non può considerarsi esente ai sensi della direttiva 2006/112/Ce, in quanto, nel suo contenuto complesso e inscindibile, comprende anche prestazioni non riconducibili nella previsione di esenzione. La dichiarata efficacia innovativa dell'intervento di allineamento della normativa interna all'orientamento dei giudici comunitari, operato dalla legge di stabilità, suscita qualche perplessità alla luce del fatto che le sentenze della corte di giustizia hanno efficacia naturalmente retroattiva, poiché chiariscono il significato della norma comunitaria (e, di riflesso, di quella interna, laddove la prima sia precisa e incondizionata) così come avrebbe dovuto intendersi sino dalla sua emanazione. Non è comunque la prima volta che il legislatore domestico dispone in modo da limitare temporalmente gli effetti delle sentenze della corte: è accaduto, ad esempio, in occasione del recepimento delle sentenze del 2003 sull'imponibilità delle prestazioni mediche non terapeutiche, quali quelle di medicina legale, sentenze alle quali l'amministrazione aveva attribuito portata retroattiva (cfr risoluzione n. 174/2005), successivamente limitata però dal legislatore alle operazioni effettuate dal 2005 (art. 1, comma 80, legge n. 244/2007).

Tornando alla modifica del regime delle prestazioni di gestione di patrimoni individuali, avuto riguardo alla decorrenza di legge, la circolare dell'agenzia osserva che per l'individuazione delle prestazioni effettuate dal 1° gennaio 2013, divenute imponibili, valgono i criteri generali dettati dall'art. 6 del dpr 633/72. Di conseguenza, deve essere applicata l'Iva alle prestazioni il cui corrispettivo sia stato pagato da tale data, a meno che non fosse stata emessa fattura precedentemente; ai sensi del quarto comma dell'art. 6, infatti, l'emissione della fattura realizza comunque l'effettuazione dell'operazione ai fini dell'Iva, limitatamente all'importo fatturato. Restano invece esenti dall'imposta le prestazioni i cui corrispettivi siano stati percepiti o fatturati entro il 31/12/2012. A tale proposito, l'agenzia precisa però che la fattura emessa entro tale data in assenza del pagamento del corrispettivo vale a cristallizzare il trattamento di esenzione purché le prestazioni siano state rese (nel senso di ultimate e non di «effettuate» proprio del sistema dell'Iva). Secondo la circolare, infatti, non si può riconoscere analoga efficacia alla fattura emessa entro il 31/12/2012 per documentare prestazioni da rendere successivamente, al solo scopo di beneficiare dell'esenzione.

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