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Studi di settore, si cambia applicazione allargata

del 11/05/2013
di: La Redazione
Studi di settore, si cambia applicazione allargata
La Suprema corte frena sull'orientamento che ha ridotto drasticamente la portata applicativa degli studi di settore. Infatti gli standard possono essere usati per un valido accertamento anche se la contabilità è assolutamente regolare e lo scostamento del reddito dai parametri non è particolarmente significativo.

Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza n. 11145 del 10 maggio 2013, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

Dunque la sezione tributaria ha bocciato la decisione della ctr di Firenze che aveva annullato l'accertamento induttivo spiccato dall'ufficio sulla base degli studi di settore a carico di una società il cui reddito, avevano sostenuto i giudici di merito, non aveva uno scostamento particolarmente significavo e la contabilità era assolutamente regolare.

L'Agenzia delle entrate ha impugnato la decisione sostenendo che tenuto a dimostrare le peculiarità che hanno avuto come conseguenza un guadagno inferiore rispetto allo standard è sempre l'imprenditore e non il fisco. Il motivo è stato accolto dai Supremi giudici che hanno ricordato come la Commissione tributaria regionale si è solo parzialmente attenuta ai principi sugli studi di settore, ritenendo erroneamente che i risultati degli standard sarebbero idonei a sostenere l'accertamento dell'ufficio solo in caso di contabilità tenuta irregolarmente e non avrebbero da soli valenza probatoria in caso di contabilità tenuta regolarmente. Infatti, il valore degli studi di settore può essere inficiato sulla base di allegazioni ed elementi probatori specifici offerti dal contribuente che tuttavia, dalla motivazione della sentenza impugnata, non si evincono.

Resta comunque valido, ad avviso del Collegio, il noto principio per cui la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente.

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