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Contenzioso: litigare con il fisco costa caro

del 10/05/2013
di: di Simona D'Alessio
Contenzioso: litigare con il fisco costa caro
Controversie tributarie più complesse. E con un progressivo «incremento di valore»: tutte, ormai, superiori a 7-8 mila euro. Il motivo? Il «costo della gestione del contenzioso, che non tutti, in tempo di crisi, sono in grado di sostenere», perciò «si tende a trovare un accordo», invece di portare la causa per le lunghe. E, a questo proposito, passi in avanti sulla strada dell'abbattimento dell'arretrato si compiono: se, infatti, nel 2011 le commissioni tributarie «virtuose» (che avevano, cioè, centrato il traguardo di ridurre di almeno il 5% le pendenze, ottemperando agli obiettivi fissati in sede di programmazione del lavoro degli uffici giudiziari tributari, art. 37 della legge 111/2011) erano a quota 33, l'anno successivo quelle che hanno raggiunto il 10% del taglio sono state 74. Cifre fornite ieri, nell'aula magna della Cassazione, a Roma, nell'ambito della IV Giornata celebrativa promossa dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Occasione per ribadire la richiesta al governo appena insediatosi di interrompere «l'anomalo collegamento con il ministero dell'economia», realizzando un distacco, attraverso un processo riformatore, del Cpgt con il riconoscimento costituzionale alla giustizia tributaria. Ma ci sono anche altre richieste che il presidente Gaetano Santamaria Amato, mettendo in luce le caratteristiche di efficienza e rispetto del valore dell'imparzialità dei giudici, la cui componente è «arricchita dal contributo delle varie categorie professionali», rivolge alle istituzioni. Nella recente campagna elettorale, osserva, «ogni forza politica ha indicato la lotta all'evasione come indispensabile mezzo per la realizzazione dell'equità fiscale», ma deve essere evidente che «ogni verifica della Guardia di finanza, ogni accertamento dell'Agenzia delle Entrate è destinato ad essere sottoposto al vaglio di legalità della giustizia tributaria». Sotto l'occhio del viceministro all'Economia, Luigi Casero, che ha assicurato l'attenzione ai temi evidenziati, non sono mancate critiche a quanto fatto (e, soprattutto, non fatto) nella precedente legislatura, caratterizzata da «interventi normativi frammentari, inidonei, e talvolta ingiustificabili», oltre, in dettaglio, a una «colposa inerzia» riguardo al contributo unificato («ha visto solo accrescere le entrate dello Stato»); un errore, inoltre, estendere il divieto di partecipazione ai collegi arbitrali, introdotto dalla nuova legge anticorruzione dell'esecutivo di Mario Monti (190/2012), anche ai giudici tributari. Rammarico di Santamaria Amato per il naufragio, a poche settimane dal possibile varo in Parlamento, alla fine dello scorso anno, della delega fiscale e, contestualmente, della definizione normativa della figura del cosiddetto abuso del diritto. Quanto all'arretrato, i numeri «rimangono abbondantemente al di sotto dei parametri della ragionevole durata dei processi», e il presidente uscente della Corte di Cassazione traccia le linee: le pendenze delle controversie tributarie in Cassazione «sfiorano il 40% del numero complessivo», mentre le cause non evase, in totale, sono 29 mila 708, una mole giudicata ingente, in relazione all'organico impiegato, del quale si richiede l'ampliamento.

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