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Modifiche al Def, servono gli accordi con l'Europa

del 08/05/2013
di: Beatrice Migliorini
Modifiche al Def, servono gli accordi con l'Europa
Riconsiderare il quadro della finanza pubblica, al fine di mantenere gli impegni europei. Chiudere la procedura di disavanzo eccessivo che la Commissione europea ha avviato verso l'Italia, al fine di chiedere al Consiglio e alla Commissione europea un aggiornamento del programma di stabilità per rilanciare la competitività e la produttività. Questi gli obiettivi che il governo mira a raggiungere con l'approvazione del Documento di economia e finanza (Def), da parte del parlamento. A dichiararlo, durante la discussione al senato di ieri sul Def, il ministro dell'economia e finanze, Fabrizio Saccomanni, secondo il quale «il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalle linee programmatiche del governo, è subordinato alla approvazione del Def nelle condizioni in cui si trova, perché solo in questo modo sarà possibile presentare un programma organico durante l'incontro con il Consiglio di economia e finanza che si terrà la prossima settimana a Bruxelles». Una dichiarazione di intenti dunque, volta in prima battuta a chiudere la procedura di disavanzo da parte della Commissione Ue, al fine di abbassare lo spread migliorando così l'andamento delle banche italiane sul mercato internazionale e quindi la loro capacità di finanziare le imprese. Oggetto di confronto al Senato, anche i punti relativi alle modifiche al Documento, sul finanziamento della cassa integrazione in deroga e sul rinvio dell'acconto sull'Imposta municipale unica. A questo proposito ieri, non solo è stato approvato l'emendamento presentato dal Senatore Roberto Calderoli (Lega nord), avente ad oggetto lo slittamento dell'acconto Imu previsto per giugno, ma in base a quanto emerge in una nota di Confedilizia resa nota ieri, il Parlamento ha anche scongiurato, con apposita delibera, la proroga dell'Imu sperimentale oltre il 2014. Proprio in questa ottica il ministro Saccomanni ha dichiarato che «allo stato attuale il Def è un documento che necessita di un aggiornamento che tenga conto delle esigenze maturate dal paese, ma è positivo il fatto che ci sia stata la riduzione dei tassi di interesse, nonostante l'incertezza economica in cui versa lo stato». Il ministro ha infine concluso sottolineando come «gli obiettivi che il governo si è prefissato possono essere raggiunti, ma prima è necessario fare un passo avanti verso la chiusura della procedura di infrazione per disavanzo da parte della Commissione Ue».

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