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Ma la Lega manda in scena la protesta

del 08/05/2013
di: La Redazione
Ma la Lega manda in scena la protesta
Gli agenti della Digos sorvegliano l'area già un'ora prima che arrivino i primi manifestanti. Nonostante le tensioni non siano più sfociate in gesti di violenza come nel 2011, la soglia di attenzione resta sempre alta. A metà mattinata iniziano a sopraggiungere alcuni partecipanti del presidio che la Lega Nord ha organizzato in tutti i capoluoghi lombardi davanti alle sedi di Equitalia. «Fuori Equitalia dalla Lombardia» è lo slogan della manifestazione, finalizzata, come spiegato dal segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini, «a protestare pacificamente contro la morsa tributaria dello Stato centrale che, mai come oggi, rischia di schiacciare definitivamente famiglie e imprese del Nord». Davanti allo sportello dove i contribuenti sono alle prese con pagamenti e richieste di rateazione, spuntano alcuni manichini di imprenditori “pugnalati” con armi da taglio tricolori. Tutto si svolge senza tensioni, sotto lo sguardo delle forze dell'ordine e degli addetti alla sicurezza della società di riscossione. Ma quando spuntano dei manifesti a forma di lapide con i nomi e i cognomi degli imprenditori suicidatisi per i troppi debiti con la scritta “vittime di Equitalia” qualche dipendente non ci sta, stigmatizzando col collega «una strumentalizzazione nella quale non ci riconosciamo». Il raduno si conclude e il piccolo manipolo si disperde. In un momento di pausa un operatore dello sportello raccoglie da terra uno dei tanti volantini rimasti come unica traccia visibile della protesta: “cacciamo i vampiri italiani”. Con un sorriso amaro scrolla la testa, prima di tornare a lavorare: «ormai ci siamo abituati».

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