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Sanzioni amministrative: abuso del diritto codificato

del 07/05/2013
di: di Domenico Morosini
Sanzioni amministrative: abuso del diritto codificato
Abuso del diritto codificato, revisione del processo tributario e restyling della disciplina delle sanzioni non penali. Sono queste alcune delle direttrici su cui si muove la delega legislativa al governo per razionalizzare e codificare l'attuazione e l'accertamento dei tributi e per la revisione delle sanzioni amministrative e del processo tributario, approvata dal Consiglio nazionale economia e lavoro (Cnel) lo scorso 20 marzo preparata da un team di esperti di diritto tributario guidati dal professor Victor Uckmar (si veda quanto anticipato da ItaliaOggi del 23/3/2013).

Il lavoro dell'équipe di studiosi è durato circa quattro anni e sono già stati predisposti i decreti delegati. Un lavoro compiuto in totale gratuità nella speranza che possa essere approvato in tempi brevissimi proprio per la presenza, oltre della delega anche dei decreti delegati.

Il modello che si propone di percorrere, per la prima volta dopo la riforma della materia avvenuta nel 1971, il lavoro approvato dal Cnel è quello di un codice tributario che sia unico.

L'articolato si compone di sei norme (compresa quella sugli oneri finanziari). Particolare attenzione è data alla razionalizzazione e codificazione dell'attuazione e dell'accertamento dei tributi. Nell'intento di riscrittura è posto l'accento alla lettera c dell'articolo 2 di una semplificazione della disciplina dell'attuazione al fine di rendere più certi e omogenei l'applicazione e l'accertamento delle imposte.

Inoltre nel passaggio dell'articolo 2 g.1) è stabilita la previsione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzata tra le imprese e l'amministrazione finanziaria, nonché, per i soggetti di maggiori dimensioni, la previsione di sistemi aziendali strutturati di gestione e di controllo del rischio fiscale. In questo caso la delega propone una chiara attribuzione di responsabilità nel quadro complessivo sistema dei controlli interni e con la determinazione di incentivi alla loro adozione sotto forma di minori adempimenti per i contribuenti con la previsione di riduzioni delle eventuali sanzioni. La delega prevede poi una riscrittura della disciplina degli interpelli.

Sul fronte abuso del diritto la delega fissa una codificazione che inserisca regole e limiti procedurali omogenei applicabili al disconoscimento del vantaggio fiscale indebito. Importante la notazione che si esclude il disconoscimento del regime fiscale adottato dal contribuente se la sua condotta è giustificata da ragioni extra fiscali.

Un ampio capitolo è dedicata alla riforma del sistema della giustizia tributaria dall'identikit dei giudici alle fasi del processo. È prevista, infatti, la nascita di un albo del difensore tributario, nel quale verranno iscritti i soggetti abilitati alla rappresentanza delle parti nel processo tributario, e di una sezione specializzata della corte di cassazione solo per la norma tributaria suddivisa in cinque sotto sezioni per quante sono le imposte.

I gradi di giudizio saranno tre. I primi due presso i tribunali e le Corti d'appello tributarie e il terzo presso un'apposita sezione tributaria della Corte di cassazione.

Saranno poi attribuite al giudice tributario tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere, saranno identificati gli atti tributari autonomamente impugnabili, verranno appositamente qualificati professionalmente i giudici tributari e sarà riordinata la platea dei soggetti abilitati alla rappresentanza e alla difesa delle parti nel processo tributario.

Infine nel restyling del contenzioso tributaria si punta alla definizione conciliativa tra le parti di quanto forma oggetto del processo tributario.

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