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Al via la sperimentazione della nuova social card

del 04/05/2013
di: di Giovanni Galli
Al via la sperimentazione della nuova social card
Via libera alla sperimentazione della nuova social card. Potrà arrivare fino al valore di 404 euro mensili e affiancherà la vecchia carta acquisti. A stabilirlo il decreto interministeriale (lavoro ed economica) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 102 del 3 maggio. La sperimentazione avverrà in 12 grandi città (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona) e durerà un anno per una spesa di 50 milioni di euro.

La nuova misura di contrasto alla povertà è stata prevista dal decreto legge 5/2012 che ha però rinviato ad apposito decreto la definizione della relativa disciplina. Il provvedimento ora pubblicato in G.U., in particolare prevede i criteri di identificazione dei beneficiari, l'ammontare e la durata della sperimentazione. La nuova social card è destinata alla lotta alla povertà minorile a partire dalle famiglie più marginali rispetto al mercato del lavoro. Sarà uno strumento a disposizione dei comuni che, inoltre, dovranno realizzare un progetto personalizzato di presa in carico per il nucleo familiare beneficiario. Il progetto avrà natura multidimensionale e sarà finalizzato al superamento della condizione di povertà ed esclusione sociale mediante azioni volte, tra l'altro, a migliorare le possibilità di reimpiego per gli adulti, ma anche la performance scolastica dei bambini e dei ragazzi. La nuova card si integra con i servizi sociali erogati dai comuni, in rete con i servizi per l'impiego, i servizi sanitari e la scuola. Il beneficio sarà calcolato sulla numerosità del nucleo familiare, partendo da un minimo di 231 euro mensili per le famiglie con due componenti fino ai 404 euro spettanti ai nuclei composti da cinque o più persone.

Le risorse a disposizione per la sperimentazione possono essere integrate dai comuni attraverso la stipula di apposite convenzioni con il ministero del lavoro. Analoga possibilità è data ai privati che possono vincolare l'utilizzo dei propri contributi a specifici utilizzi.

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