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Rimborsi Iva in cerca di procedura

del 05/03/2010
di: Claudio Carpentieri
Rimborsi Iva in cerca di procedura
Ancora a oggi i contribuenti italiani, non hanno la possibilità di attivare la procedura di rimborso dell'Iva versata ad operatori residenti in altri stati membri Ue, allo stesso modo, i soggetti non residenti che presentano nel proprio Stato di residenza, la richiesta di rimborso dell'Iva pagata ad operatori Italiani, dovranno aspettare per ottenere il rimborso. Sono queste, in estrema sintesi, le conseguenze che emergono dai ritardi con cui l'Italia sta recependo la direttiva 2008/9/CE.

La direttiva da ultimo citata modifica profondamente la procedura di rimborso Iva intracomunitario, stabilendo che l'istanza di rimborso dell'Iva - da presentare ad altro stato membro - deve essere presentata nel proprio stato di residenza, con modalità telematiche. Nel nostro caso sarà cura dell'Agenzia delle entrate, trasmettere l'istanza e curare i rapporti con l'altro stato membro di rimborso, per conto del soggetto Iva italiano. Nonostante questa, importante novità sia stata attuata con l'articolo 1, c, 1 del dlgs 11.02.2010 n. 18, mancano ancora i provvedimenti di attuazione dell'Agenzia delle entrate. La direttiva 2008/9/CE, doveva, infatti, entrare in vigore obbligatoriamente il 1° gennaio 2010. La perentorietà con cui si esprime l'articolo 29, par. 1, della Direttiva 2008/9/CE dipende essenzialmente dal fatto che il mancato recepimento in uno stato membro delle nuove regole, avrebbe potuto, appunto, creare problemi agli operatori economici residenti in tutti gli altri stati. Questi, infatti, dovendo aprire delle procedure di rimborso successivamente al 1° gennaio 2010, che proprio in virtù delle novità intervenute, devono presentare all'autorità competente nel proprio stato di residenza, troveranno un blocco nelle procedure italiane che proprio per i ritardi nell'attuazione non consentiranno loro di ottenere nei tempi previsti la restituzione dell'Iva pagata ad operatori italiani.

Oltre a questo aspetto, risultano svantaggiate anche le imprese italiane le quali, attualmente, non possono ancora attivare la nuova procedura di rimborso intracomunitario, proprio per l'assenza dei provvedimenti di attuazione previsti dall'articolo 38-bis1 del dpr n. 633/1972. Infatti, a tal fine oltre all'approvazione del provvedimento, è necessario creare il modello informatico di richiesta di rimborso secondo le specifiche tecniche uniformi dal punto di vista comunitario e contenenti comunque le informazioni minime richieste dagli articoli 8 e 9 della Direttiva 2008/9/CE. Occorrerà, poi, creare i programmi necessari per la predisposizione del file ed aggiornare il portale telematico dell'Agenzia delle entrate. Tutto questo ancora manca. Oltre a non potere esperire la nuova procedura di rimborso, i contribuenti Italiani che hanno maturato il diritto alla restituzione dell'Iva, dal 1° gennaio 2010 non possono neanche attivare la procedura di rimborso intracomunitario precedente, di cui alla Direttiva 6 dicembre 1979, n. 79/1072CE (cfr articolo 28 della Direttiva 2008/9/CE). È bene, infatti, ricordare che tale procedura prevede la presentazione della richiesta di rimborso su modello cartaceo direttamente allo stato di residenza del soggetto fornitore a cui si è versato il tributo europeo. Ebbene, a decorrere proprio dal 1° gennaio 2010, tutti gli altri stati, adempiendo alla Direttiva 2008/9/CE, non accetteranno più tale modello aspettandosi la richiesta direttamente dall'autorità fiscale dello stato membro del soggetto che ha diritto al rimborso, secondo le nuove procedure.

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