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Detassazione retroattiva se coincidono voci

del 01/05/2013
di: di Daniele Cirioli
Detassazione retroattiva se coincidono voci
Detassazione retroattiva per l'azienda che applica il contratto di produttività sottoscritto in base alle vecchie regole. Se l'accordo contempla voci di retribuzione agevolabile la cui nozione coincide con quella della nuova disciplina, infatti, il datore di lavoro può applicare l'incentivo sin dal 1° gennaio 2013. Altrimenti, va attesa la decorrenza del nuovo accordo di produttività (mai retroattiva). Lo precisa, tra l'altro, la circolare n. 11 emanata ieri dall'Agenzia delle entrate.

Aspetti fiscali. La circolare esamina gli aspetti fiscali della detassazione per il 2013, il cui via libera è arrivato dalla pubblicazione in G.U. del dpcm 22 gennaio 2013 e dalle istruzioni del ministero del lavoro (circolare n. 15/2013). Primo fra tutti l'aspetto del requisito reddituale che consente ai lavoratori di beneficiare dell'agevolazione, ossia l'aver conseguito nel 2012 un reddito da lavoro dipendente non oltre i 40 mila euro al lordo delle somme assoggettate a detassazione per lo stesso anno. L'Agenzia precisa che rilevano tutti i redditi di lavoro dipendente, compresi quelli per attività svolte all'estero. Perciò, il soggetto che nel 2013 assume la residenza in Italia e nel 2012 era residente all'estero svolgendovi attività di lavoro dipendente, deve comunque verificare la sussistenza del requisito reddituale (i 40 mila euro).

Irpef ridotta. L'incentivo consiste nella possibilità di applicare, fino a un massimo di 2.500 euro di retribuzione di produttività, la ritenuta fiscale del 10% al posto della tassazione Irpef ordinaria. Il limite, spiega l'Agenzia, deve intendersi al lordo delle ritenuta fiscale (10%) e al netto delle ritenute previdenziali. Pertanto, per calcolare il limite di 2.500 euro su cui applicare l'imposta sostitutiva, il datore di lavoro deve considerare la retribuzione di produttività erogata al lavoratore al netto delle trattenute previdenziali obbligatorie. Ad esempio il lavoratore che subisce la ritenuta previdenziale del 9,19% ottiene l'incentivo fino ad un massimo di 2.753 euro di retribuzione di produttività.

Possibile la rinuncia. La detassazione è applicata dal datore di lavoro (sostituto d'imposta), automaticamente, salvo che il lavoratore non ne faccia espressa rinuncia. Quest'ultima, precisa l'Agenzia, è da ritenersi operativa anche nel 2013 nonostante la disciplina non la richiami espressamente, come ha fatto negli anni passati. Peraltro, aggiunge l'Agenzia, è possibile pure che il datore di lavoro, anche in mancanza di espressa rinuncia del dipendente, non applichi la detassazione qualora dovesse riscontrare che la tassazione ordinaria risulta più favorevole al lavoratore. In tabella i due casi per i quali il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro l'insussistenza del diritto alla detassazione.

Quando c'è retroattività. Dal punto di vista procedurale, l'agevolazione è subordinata al deposito dell'accordo di disciplina insieme a una autodichiarazione di conformità alla normativa presso la direzione territoriale del lavoro, entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione. Le intese già sottoscritte al 13 aprile (data di entrata in vigore del dpcm 22 gennaio 2013) vanno depositate entro il 13 maggio. L'Agenzia aggiunge che, per i contratti sottoscritti in vigenza della previgente disciplina che prevedano l'erogazione di una «retribuzione di produttività» coincidente con una o entrambe le nozioni introdotte dalla disciplina per il 2013, è possibile applicare l'agevolazione sin dal 1° gennaio 2013. Infine, per il versamento dell'imposta sostitutiva, l'Agenzia conferma i codici tributi già istituiti.

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