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White list appalti, fuori senza inutili convenevoli

del 01/05/2013
di: La Redazione
White list appalti, fuori senza inutili convenevoli
Il rigetto della domanda di iscrizione negli elenchi degli appaltatori «puliti» ai fini antimafia non deve essere preceduto necessariamente da informazione interdittiva e può prescindere da essa; necessario il massimo coordinamento fra le prefetture.

È quanto precisa un comunicato dell'Interno, in G.U. 99 del 19 aprile 2013. In particolare veniva posta all'attenzione la questione se il diniego di iscrizione di un operatore economico in una delle white list, istituite ai sensi dell'art. 5-bis del dl 74/12 debba essere preceduto dall'emissione di un'informazione interdittiva ovvero possa essere adottato anche in assenza di tale provvedimento.

In realtà la questione si poneva in quanto spesso vengono chiamate in causa almeno due prefetture, qualora quella di presentazione della domanda di iscrizione non corrisponda a quella di esecuzione delle verifiche antimafia. La disciplina applicabile prevede, in sintesi che: le verifiche antimafia sono di competenza della prefettura dove ha sede l'impresa interessata all'iscrizione nelle white list; in caso di sede dell'impresa in provincia diversa da quella dove si chiede l'iscrizione occorre attivare il prefetto competente; in caso emergano situazioni di controindicazione è il prefetto a cui è proposta la domanda a rigettarla dando informazione al prefetto competente territorialmente. Da questo quadro il comunicato deduce che «non vi è cenno nelle disposizioni richiamate all'adozione di un'informazione antimafia, né di tipo liberatorio, propedeutica, in ipotesi, all'iscrizione nelle white list, né di tipo interdittivo, preliminare, nell'ipotesi inversa, al diniego di iscrizione».

E ancora: per le persone giuridiche la nozione di sede deve ricavarsi da quella citata nell'atto costitutivo o nello statuto; il prefetto a cui è stata rivolta la domanda di iscrizione non deve pedissequamente attenersi solo agli elementi trasmessi dall'altro prefetto; il prefetto che ha negato l'iscrizione dovrà adeguatamente evidenziare gli elementi di valutazione; serve maggiore circolarità e raccordo informativo nell'attività di valutazione e di decisione delle istanze di iscrizione nelle white list fra le diverse prefetture.

Andrea Mascolini

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