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Nuove farmacie, potere ai comuni per le nuove sedi

del 30/04/2013
di: di Cinzia De Stefanis
Nuove farmacie, potere ai comuni per le nuove sedi
Spetta ai comuni l'individuazione delle nuove sedi farmaceutiche da istituire. L'art. 11 del decreto legge n. 1/2012, convertito in legge n. 27/2012, ha attribuito infatti al Comune il potere di individuare le sedi farmaceutiche da istituire, lasciando alla regione solo la possibilità di intervenire in via sostitutiva in caso di inerzia dell'ente locale. Con ciò innovando la previgente disciplina, in base alla quale la revisione della pianta organica delle farmacie spettava esclusivamente alla autorità regionale mentre l'amministrazione comunale interveniva nel procedimento fornendo un apporto meramente consultivo. Conseguentemente, nell'attuale sistema, l'atto con cui il Comune approva l'istituzione di nuove sedi farmaceutiche ha riflessi sulla pianificazione e organizzazione del servizio farmaceutico nell'intero territorio comunale, con l'effetto che, ai sensi dell'art. 42, comma 2, lett. e) del Tuel la competenza ad adottare la relativa decisione spetta al consiglio comunale, anche perché trattasi di scelte fondamentali attinenti alla vita sociale e civile di una comunità locale. Questo è quanto afferma Il Tar, Puglia (sede di Lecce), sezione II, con la sentenza del 24 aprile 2013 n. 941. L'art. 11 del decreto legge n. 1 del 2012 ricordano i giudici, stabilisce che ogni comune deve avere una farmacia ogni 3.300 abitanti. La norma appare caratterizzata da una duplice finalità, quella di razionalizzare la rete distributiva dei farmaci, perseguendo l'interesse pubblico ad un'equa distribuzione nel territorio delle farmacie e ad una migliore accessibilità del servizio per i residenti in aree scarsamente abitate, e quella non secondaria di dare attuazione ai principi costituzionali e comunitari di libertà di iniziativa economica e di favore per lo sviluppo della concorrenza, rimuovendo le restrizioni all'ingresso di nuovi operatori sul mercato e curando, al contempo, di assicurare che il loro numero sia proporzionato alle dimensioni demografiche dei comuni interessati.
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