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Aiuti energetici non cumulabili con il conto termico

del 30/04/2013
di: di Roberto Lenzi
Aiuti energetici non cumulabili con il conto termico
Certificati bianchi assimilabili agli altri aiuti pubblici, quindi non cumulabili con il conto termico. Questo è quanto sostiene il GSE nella versione definitiva delle regole applicative, attualmente sul sito www.gse.it, del decreto ministeriale del 28 dicembre e in una nota inviata ad ItaliaOggi a seguito dell'articolo pubblicato su ItaliaOggi Sette del 22 aprile scorso.

La norma sul decreto. Il decreto del 28 dicembre, art. 12, specifica che «l'incentivo può essere assegnato esclusivamente agli interventi che non accedono ad altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di garanzia, i fondi di rotazione e i contributi in conto interesse». Il GSE ritiene pertanto che i Titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) rientrano nella locuzione di «altri incentivi statali». L'intervento, quanto mai opportuno in considerazione delle recenti polemiche sulla Tremonti ambientale abbinata agli impianti fotovoltaici, vuole provare da subito a chiarire i termini della cumulabilità. Sarebbe auspicabile, però, una presa di posizione ufficiale da parte del ministero competente, in quanto non è la prima volta, che strutture incaricate della gestione, tendono a fare interpretazioni che sono poi disattese, in sede di applicazione delle norme o con l'uscita di successivi decreti ministeriali (vedi quinto conto energia e specifiche su cumulo con legge 388/00 del secondo conto energia).

Il perché dei dubbi interpretativi. Il decreto non specifica quali sono gli aiuti statali a cui si rivolge. Questo porta a entrare nell'ambito delle interpretazioni, come successo già in passato, sulle tematiche del cumulo tra incentivi di natura diversa. Quando si parla di divieto di cumulo, la dottrina è concorde nel ritenere che dovrebbero rientrare in questa locuzione gli aiuti soggetti ad autorizzazione (aiuti di stato). Il problema nasce quando gli aiuti hanno natura diversa. Citiamo il caso delle detassazioni fiscali che non sono assimilabili agli aiuti di stato (classico esempio è la Tremonti-ter), per le quali le regole di non cumulo generali non valgono, anche se sono richiamate nella norma istitutiva delle nuove agevolazioni.

Le prime interpretazioni sul cumulo. Le prime interpretazioni che sono uscite, davano per possibile la cumulabilità che comprendeva i titoli di efficienza energetica con i fondi di garanzia, i fondi di rotazione e i contributi in conto interesse e con altri incentivi non statali, ad integrazione degli incentivi riconosciuti ai sensi del decreto, nei limiti di un finanziamento massimo pari al 100% delle spese ammissibili.

La posizione del GSE pubblicata attualmente sul sito. Il GSE ritiene che «Con riferimento agli interventi realizzati da soggetti privati, gli incentivi di cui al decreto non sono cumulabili con altri incentivi statali, tra cui le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia previsti dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449 e s.m.i., le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296 e s.m.i., i titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) per interventi di efficienza energetica negli usi finali dell'energia, di cui al decreto 20 luglio 2004 e s.m.i., i certificati bianchi per la Cogenerazione ad alto rendimento (Car), di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico del 5 settembre 2011 e s.m.i.; sono invece cumulabili con i fondi di garanzia, i fondi di rotazione e i contributi in conto interesse e con altri incentivi non statali, ad integrazione degli incentivi riconosciuti ai sensi del decreto, nei limiti di un finanziamento massimo pari al 100% delle spese ammissibili».

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