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Opere pubbliche incompiute: anagrafe dei flop

del 25/04/2013
di: Pagina a cura di Gianni Macheda
Opere pubbliche incompiute: anagrafe dei flop
Arriva l'anagrafe delle opere pubbliche incompiute. Una graduatoria nella quale strade ed edifici non ultimati saranno classificati in ordine di priorità, tenendo conto dello stato d'avanzamento raggiunto e di un possibile utilizzo alternativo rispetto a quello inizialmente previsto. Gli elenchi costituiranno così una base di partenza per decidere il completamento o il riutilizzo «ridimensionato» dell'opera o una destinazione diversa rispetto a quella originariamente prevista. Le regole sono fissate dal ministero delle infrastrutture con il decreto 13 marzo 2013, n. 42, pubblicato sulla G.U. n. 96 di ieri. Le opere interessate sono quelle lasciate a metà per mancanza di fondi, cause tecniche, fallimento dell'impresa appaltatrice, mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante o semplicemente perché non più fruibili dalla collettività, perché, ad esempio, non collaudate entro i termini di legge. L'elenco anagrafe delle opere incompiute è istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed è diviso in due sezioni: opere di interesse nazionale e opere di interesse regionale e degli enti locali. Entro il 30 giugno di ciascun anno (per quest'anno entro fine ottobre) il Ministero delle infrastrutture e le regioni pubblicano le sezioni di rispettiva competenza dell'elenco, mentre entro il 31 marzo di ciascun anno, le stazioni appaltanti, gli enti aggiudicatori e gli altri soggetti aggiudicatori individuano le opere incompiute di rispettiva competenza e trasmettono la lista delle opere individuate al Ministero o alla regione interessata. Per ogni opera pubblica incompiuta, sono indicati una serie di elementi informativi tra cui i soldi fino al momento spesi, la percentuale di avanzamento dei lavori rispetto all'ultimo progetto approvato, le cause che hanno comportato la mancata chiusura dell'opera e possibili soluzioni, la possibilità di utilizzarla per altre finalità Le opere pubbliche, ai fini della decisione di cosa farne, sono classificate e collocate in ordine decrescente partendo da quelle incompiute per il mancato perfezionamento delle operazioni di collaudo per finire a quelle incompiute con stato d'avanzamento inferiore ai 4/5 dell'opera per le quali non è possibile prevedere un utilizzo anche ridimensionato rispetto alle previsioni del progetto iniziale e che quindi sono destinate a restare così come sono.

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